Stile

La nuova vita del tatuaggio, da marchio del bad boy a icona sexy

Dopo le celebs, ora scritte e disegni si sfoggiano anche in passerella, da Versace a Louis Vuitton

di Marta Casadei


Qualcuno, almeno uno, avrà tentato di dissuadervi prima di lasciarvi marcare a vita il vostro corpo. Chi avrà citato Johnny Depp, costretto a trasformare l'amore folle per Winona Ryder, scritto a chiare lettere sul proprio braccio, in una più comune - apparentemente meno significativa, ma decisamente funzionale - passione per il vino, Wine. Chi, invece, avrà citato lo spiacevole caso emerso proprio sull'ultimo red carpet di Cannes: il tatuaggio sgrammaticato di Hayden Panettiere, una parola italiana per onorare le proprie origini, ma con una "l" di troppo. E per giunta incancellabile, a meno di costosi interventi al laser che non restituiscono comunque una pelle immacolata.Touché.

Per tutto il decennio che ci siamo appena lasciati alle spalle – quello del fitness, della dieta Zona e del sushi - i tatuaggi sono stati considerati appannaggio inutile di alcuni "bad boys", emuli tardivi di quelle grandi rock star degli anni Settanta che oggi sono la cartina di tornasole di come si invecchia con la pelle tatuata. A detta di molti, non benissimo. Sono stati il simbolo delle derive e delle vittorie sportive: la recente Champions League a colori sul braccio di Marco Materazzi; i sette tattoos della medaglia d'oro mondiale Federica Pellegrini, tra cui l'araba fenice.
Il 2010, invece, sembra essere l'anno della svolta couture: gli stilisti non solo legittimano il tatuaggio in passerella, almeno per quanto riguarda il menswear, ma cavalcano il trend. E lo mettono in bella mostra come segno di machismo e, perché no, di sex appeal. Un primo assaggio lo abbiamo avuto durante gli show di Milano: da Frankie Morello sfila un uomo in costume che sfoggia un vistoso tatoo sul petto. Pierfrancesco Gigliotti e Maurizio Modica non sono nuovi alle trovate dal mood giovane e fuori dagli schemi, ma il petto tatuato - un altro - riappare dopo poche ore sulla passerella della Medusa: Versace sposta il contesto da Copacabana al rockabilly, il tatuaggio questa volta si "porta" con i pantaloni di pelle, ma è sempre e comunque maestoso.
A nobilitarlo definitivamente sono state le sfilate parigine dedicate alla moda uomo. Louis Vuitton, addirittura, ha impresso sulla pelle dei modelli il proprio inconfondibile pattern: LV, da portare in bella vista. E, infatti, il disegno spicca là dove la camicia, molto scollata, lascia lo spazio: sul petto, come fosse una collana, un gioiello. In questo caso certamente non indelebile. Un'altra maison importante richiama l'attenzione sui tattoo: un'arte antica e complessa, fatta di creatività, pazienza e precisione. Una vera e propria arte, appunto. Durante lo show di Yves Saint Laurent, il direttore creativo Stefano Pilati ha presentato in anteprima mondiale il cortometraggio "No Way Back", girato dal regista e fotografo Ari Marcopulus. Il titolo non lascia molto spazio alle interpretazioni: il corto racconta l'attività e la filosofia di uno dei più noti tatuatori, Mark Mahoney. Dal disegno alla realizzazione pratica, con la punta dell'ago bagnata nell'inchiostro colorato: Un viaggio per guardare da vicino ciò che fa paura e al contempo attrae, proprio perché è "per sempre".

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