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FASHIONeBay vuol crescere nel segmento modaSempre più grande l'interesse del settore per l'e-commerce di Giulia Crivelli |
Tags: Richemont, Cartier, VanCleef&Arpels, Iwc, Montblanc, , eBay, aste online, Armani, Valentino, Versace, Yves Saint Laurent, , Diesel, Dolce&Gabbana, Fendi, Ferragamo, miu miu, Abercrombie&Fitch, Calvin Klein, Manolo Blahnik, Jimmy Choo, iPod Touch, iPhone
Pochi giorni fa Richemont, che controlla alcuni dei più famosi marchi di gioielleria e di beni di lusso al mondo – tra i quali Cartier, VanCleef&Arpels, Iwc e Montblanc – ha perfezionato l'acquisto di Net-a-porter.com, di cui deteneva già il 33 per cento. Per il sito di e-commerce di moda, nato nel 2000 da un'intuizione dell'ex giornalista francese Natalie Massenet, il gruppo svizzero ha offerto poco meno di 400 milioni di euro, quasi tre volte i ricavi dell'esercizio che si è chiuso il 31 gennaio (si veda Il Sole 24 Ore del 3 aprile). La mossa di Richemont non fa che confermare quanto velocemente sia cresciuto l'e-commerce di moda e lusso. E quanto stia diventando interessante per i player più tradizionali, che sembrano voler "approfittare" dell'esperienza fatta sul campo da siti come Net-a-porter, che in pochi anni ha conquistato milioni di clienti in tutto il mondo.
Un altro colosso a muoversi verso la moda è eBay: il sito di aste online è già oggi, di fatto, protagonista delle vendite di abbigliamento e accessori su internet, ma finora non aveva creato una struttura ad hoc. Che da ieri invece esiste: all'indirizzo fashion.ebay.com corrisponde un "micro-sito" frutto di accordi tra eBay e grandi nomi della moda, da Armani a Valentino, Versace e Yves Saint Laurent, passando per Diesel, Dolce&Gabbana, Fendi, Ferragamo e miu miu, solo per citare alcuni marchi italiani. Ai quali si aggiungono brand americani come Abercrombie&Fitch, Calvin Klein e Manolo Blahnik. «Vogliamo creare una nuova esperienza di acquisto, modellata sulle altre sezioni "marketplace" del nostro sito», ha spiegato Lorrie Norrigton di eBay al sito www.timesnewsline.com. La formula più usata per gli articoli del micro-sito dedicato alla moda è quella del "buy it now", che prevede un prezzo fisso al posto della tradizionale asta.
Un altro settore di crescente interesse per la moda è quello delle "app" per iPhone (e presto per iPad), come ha scritto ieri il San Francisco Chronicle. «Da Vogue a marchi come Dolce&Gabbana o Jimmy Choo, praticamente ogni rivista, stilista o catena di negozi ha ideato una iPhone application – ha scritto il quotisiano americano –. E il trend non farà che crescere con l'arrivo dell'iPad». Dall'apertura dell'App Store, nel luglio 2008, gli utenti di iPod Touch e iPhone hanno scaricato oltre 3 miliardi di application. Un'opportunità che la moda non può – e non vuole – farsi scappare.
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