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STILI E TENDENZERoberto Cavalli ritrova lo slancioL'ingresso di top manager esterni porta un nuovo assetto del gruppo A 175 milioni (-22%) i ricavi 2009 di Paola Bottelli |
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«Con l'inserimento del top management esterno in azienda, per la prima volta i miei problemi si sono ridimensionati. Non è stato traumatico perché io, mia moglie Eva e i miei figli eravamo pronti al cambiamento. Non piango sul latte versato: le difficoltà erano in casa d'altri. Ora, tutti insieme, lavoriamo con grinta per riconquistare il giusto ruolo: io ho più tempo per la creatività e in sfilata vedrete i fuochi d'artificio. Aveva ragione il mio amico Diego Della Valle: in estate mi disse che a Natale mi sarei fatto quattro risate riguardo al 2009».
Occhiali scuri e sigaro tra le dita, Roberto Cavalli è a Milano, dove oggi sfila la collezione donna Just Cavalli per il prossimo inverno. E, nella prima intervista da quando la famiglia ha ceduto il timone manageriale, sembra avere realmente digerito «la coerente e oculata normalità di una nuova era» di cui aveva parlato a fine primavera (si veda «Il Sole-24 Ore» del 2 giugno).
L'ingresso, in settembre, di due manager come Gianluca Brozzetti nel ruolo di Ceo e Carlo Di Biagio come Coo ha consentito di strutturare l'azienda, fino a quel momento tipicamente familiare. E a lungo incerta sulla strada giusta da percorrere dopo i pesanti contraccolpi subiti a causa della crisi Ittierre, produttrice appunto della linea Just, che nei momenti d'oro valeva 250 milioni di ricavi all'anno. Dopo un lungo braccio di ferro, nel 2009 è arrivato il rinnovo del contratto con Ittierre, a quel punto commissariata dal ministro Scajola, e la scelta di non cedere una quota al Fondo Clessidra, nonostante una lunga trattativa e la firma di una lettera d'intenti, visto che i multipli del settore moda-lusso – a picco – avrebbero eccessivamente svalutato il marchio, almeno secondo la famiglia.
Nel 2009 il fatturato consolidato netto è così diminuito del 22% a 174,7 milioni, «derivante per 21 milioni da minori royalties versate da Ittierre e da un calo del 27% negli Usa, mentre sul resto del business la flessione è contenuta nel 9,2%», spiega Brozzetti. Le royalties valgono comunque un terzo dei ricavi 2009. Sempre per il 2009, si stima un Ebitda del 12% del fatturato (da confermare con l'audit di marzo di Price Waterhouse), più che dimezzato «rispetto al 25,4% dell'anno precedente, sempre con un'incidenza negativa derivante dalle royalties Ittierre», aggiunge il Ceo. Positivo infine l'indebitamento aggregato a breve (8 milioni contro 19, «tra i più contenuti del settore»), mentre a medio-lungo termine è di 32 (leasing immobili e negozi).
Intensa la riorganizzazione societaria: le 27 società del gruppo sono state ridotte a 15 e nel primo semestre scenderanno a sei. La holding è ora la Erreci Srl, controllata al 100% dallo stilista attraverso una fiduciaria, e al termine della ristrutturazione sarà incorporata nella Roberto Cavalli Spa, nelle intenzioni più appetibile in caso di vendita o quotazione. «In Borsa? Si vedrà, può essere » ammette Cavalli. Con una serie di fusioni e spin-off non fanno più parte della holding le attività non-core come la tenuta di campagna, la scuderia di cavalli da corsa, l'aereo e altre proprietà immobiliari, trasferite nella Freedom Holding, controllata personalmente da Cavalli.
Ma non è finita qui: il nuovo management ha firmato due licenze per i bimbi, con Simonetta per l'abbigliamento e Melania per le scarpe, rinnovato fino al 2015 con Marcolin per gli occhiali e trovato un accordo con Itf per chiudere nel giugno 2011 l'accordo di licenza sui profumi (trattative sono in corso con multinazionali).
E il contratto con Ittierre? Sul mercato si parla di un minimo garantito di 20 milioni all'anno assicurato dal nuovo accordo con i tre commissari governativi. «È vero e la cifra cresce anno per anno», conferma Brozzetti. Royalties davvero alte, dunque, rispetto al valore attuale della licenza che sarebbe intorno agli 80 milioni. «Non possiamo parlare di queste cifre – risponde l'a.d. – e siamo in attesa del processo di selezione per trovare gli acquirenti di Ittierre, a cui auguriamo di ricominciare a correre come un tempo. È noto, comunque, che Roberto ha una clausola di wayout nel 2011,che sarà esercitata se l'accordo non dovesse funzionare». Accordi alternativi in vista con la Diesel di Renzo Rosso. «Non c'è davvero nulla di concreto», conclude Brozzetti.
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