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LE SFILATE DI PARIGIValentino e l'alta moda per il nuovo decennioPer Gaultier il paradiso delle donne è in Messico di Paola Bottelli |
Tags: Valentino, Kate Moss, ean-Paul Gaultier
È un giardino dell'Eden, ma Hieronymus Bosch non c'entra. La principessa punk di Valentino Haute Couture per la primavera 2010 solca il Couvent des Cordeliers trasformato dall'artista digitale Jennifer Steinkamp in una foresta di alberi: magica e inquietante come le ragazze in passerella, ispirate alle farfalle, alla corazza degli insetti, alle piante carnivore, ai nudi di Vanessa Beecroft.
«L'alta moda – dicono Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli, direttori creativi della maison romana – deve abbandonare i connotati retrò e sviluppare silhouette metropolitane che rispettino però l'esecuzione magistrale: dunque, capi senza costruzione apparente, leggerissimi grazie alle lavorazioni fantastiche del nostro atelier, come lo chiffon sovrapposto che crea cromie inedite».
Così, i due creativi hanno messo al lavoro le 40 sarte su pezzi unici che possono costare anche 200mila euro, come l'abito in chiffon color carne sul quale sono cuciti mille fiori trasparenti – in giallo fluo a contrasto sullo strascico – i cui petali sono arrotolati a uno a uno a mano intorno a un invisibile cerchietto: tre mesi di lavoro. Proprio l'ispirazione contemporanea apre a pezzi come il biker in cashmere beige intarsiato con galuchat argenteo, un materiale utilizzato per i mobili déco, e drappeggiato in chiffon nero, fuxia e orchidea, abbinato a mezzi guanti ricamati di paillettes iridescenti, «un po' virtuali», suggerisce Piccioli.
Il trench in cashmere nero e cipria diventa una cappa, il cappotto color carne reinventa il camouflage con schizzi verdi e neri, il blazer maschile è ricoperto da piume multicolore dipinte a mano. Incredibile la tuta-cappa, «un pezzo intero color nudo – dice Maria Grazia Chiuri – che si apre come ali di farfalla». E visto che le ragazze cool di tutto il mondo, come la brasiliana 22enne Alice Dellal, la nuova Kate Moss, in passerella con uno dei 32 outfit, non possono vivere senza leggings, ci sono pure quelli, ma in organza drappeggiata (o ricamata), così come le scarpe con il tacco di galuchat, mentre sul viso sono annodati nastri-mascherine firmati Philip Treacy.
«Siamo soddisfatti – dice Stefano Sassi, amministratore delegato della Valentino – delle vendite della couture nel 2009, in un contesto non facile. E grazie alla collezione ci attendiamo un netto miglioramento».
È «in quel Paradiso chiamato Messico», canta la colonna sonora – con esibizione live di Arielle Dombasle, famosa anche per essere la moglie del filosofo Bernard Henry-Levy e per essersi esibita quasi nuda al Crazy Horse – la donna di Jean-Paul Gaultier: si parte dal tailleur di jeans con pantalone gaucho aperto sui lati con ricami di paillettes e giubbino jeans dalle spalle imponenti, legato dietro con i lacci, accompagnati da un enorme sombrero in crine e piume creato da Olivia Clément, studentessa dell'Académie Royale des Beaux Arts di Bruxelles. Sigaro cubano tra le dita, scarpe-camperos, bijoux-armatura, collant stampati tatuaggio azteco condiscono un'esplosione di abiti corti e lunghi dalle lavorazioni sublimi: lamé plissé turchese con ricami di scarabeo, taffetas cangiante con applicazione di palme, maniche a gabbia, crochet verde mela, smoking asimmetrico (spalla-gamba) in jersey e satin neri bordato di frange. Una vera dea azteca.
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