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CALCIO E MODABeckham: «La moda mi diverte, ma io voglio fare il calciatore»Intervista al campione del Milan che presenta la sua collezione di sportswear maschile firmata con James Bond di Chiara Beghelli |
Tags: Victoria, Milano, Milan, streetstyle
«Call me David, please...». E' un attimo, una battuta, che basta per far crollare velocemente ogni pregiudizio su di lui: per nulla ruffiano, o prigioniero del suo personaggio così glamour, David Beckham in realtà e prima di tutto è un atleta, e dell'atleta possiede l'umiltà e l'apertura mentale che ti permette sia di capire che è il momento di passare la palla sia che tutto il luccicante mondo della moda, in realtà, può essere poco più che «chiacchiere e distintivo».
Poco prima della nostra intervista, il suo arrivo a corso Como 10 sembra quello di un qualunque cliente più che un'entrata in grande stile del calciatore più ricco del mondo, talmente bello, amato e famoso da ispirare persino un film. Con le mani serrate nelle tasche del suo trench scuro per difendersi dalla nebbia penetrante del gennaio milanese, David Beckham sorride a tutti e saluta con britannica cortesia gli ospiti - di cui il freddo non spegne l'eccitazione e il desiderio di un sorso di prosecco - che si trovano lì per la presentazione della nuova collezione autunno-inverno 2010-11 della linea "ObyO" di sportswear firmata da Beckham per Adidas, in collaborazione con James Bond, che non è solo un omonimo del celebre agente segreto, ma anche uno dei più famosi designer di sneakers della West Coast. In realtà, si dice che Beckham stia lavorando in segreto a una nuova linea di abbigliamento che lancerà dopo i mondiali sudafricani e che porterà il suo nome, senza partnership con altri marchi o con la moglie Victoria. Per ora, comunque, non c'è conferma né smentita.
Beckham è appena tornato a Milano per finire la stagione di campionato con il Milan, ed è anche per questo che la città è stata scelta per lanciare questa nuova collezione, e anticipare le creazioni della primavera 2011. L'idea di creare abiti, accessori e sneakers è nata mentre i bambini dei Becks e quelli di Bond giocavano negli spazi di Undefeated, il negozio di Los Angeles di Bond: «È stata Victoria – racconta Bond – che ci ha presentati. E confrontandoci sullo stile, e su quanto siano importanti oggi il confort e la qualità, ci è venuto in mente di creare questa collezione con Adidas». Collezione comoda sì, ma sempre dei Beckham stiamo parlando, non si può prescindere dal lusso. E basta toccare i tessuti delle felpe per accorgersi che il filato di cotone è mescolato a cashmere e seta. Per la serata Beckham, anzi "David", ha scelto di indossare dei pantaloni con inserti di tweed verde scuro e una felpa leggera in tinta, che nasconde a malapena, insieme a un Rolex Explorer vintage, i tatuaggi che gli arrivano al polso. Rilassato, per nulla divo, il suo sorriso timido non ricorda quello che sfoggia sui red carpet al fianco della sempre seriosissima Victoria, ma quello che doveva avere da bambino, quando giocava nel sobborgo londinese di Leytonstone e a casa lo aspettavano il papà idraulico e la mamma parruchiera.
David, a cosa si è ispirato nel creare questa collezione?
Ha visto lo stile degli ospiti di stasera? C'è chi preferisce tenersi sul classico, chi lo "streetstyle". Ecco, è così che vogliamo la nostra collezione: che vesta e piaccia a tutti, gentlemen e ragazzi.
Si sente più affascinante in smoking oppure vestito con tuta e sneakers?
Non c'è differenza per me. Non sono importanti gli abiti che si indossano, ma sentirsi bene, comodi, a proprio agio in tutte le situazioni. Quando ho pensato a questa linea mi sono ispirato a chi, come me, viaggia moltissimo, deve fare molte valigie e riempirle con qualcosa che vada bene sia per il giorno che per la sera.
Fra ragazzi e gentleman, lei come si immagina fra vent'anni?
Vorrei innanzitutto giocare a calcio qualche altro anno anno… Poi mi prenderò cura della mia famiglia, della nostra salute e della nostra felicità.
Cosa è il lusso per lei?
Lusso è stare bene con se stessi in ogni occasione.
Si vede come stilista quando finirà la sua carriera sul campo?
No no, io voglio fare solo il mio mestiere! E questo, non c'è dubbio, è il calciatore.
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