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STILEQuando una paparazzatatrasforma una borsa in mito Storia della passione della principessa Grace per gli accessori. E per Hermès di Marta Casadei |
Tags: Grace Kelly, Ranieri di Monaco, Hermès, "Kelly"., Principato, Delitto Perfetto, Mogambo", Jean-Paul Gaultier
Occhiali scuri, pelliccia color crema appoggiata sulle spalle a coprire un abito-chemisier chiaro, con una spilla a forma di fiore appuntata sul colletto. Grace Kelly sta scendendo da un'auto per entrare in albergo, aiutata dal principe Ranieri di Monaco che le tiene la mano sinistra, fasciata da un guanto candido. È il 1956, la principessa non vuole ancora rendere pubblica la sua gravidanza e nasconde le forme addolcite con una borsa nera dalla forma trapezoidale, con i manici corti e rigidi. Un fotoreporter del New York City Life immortala la scena e lei, la borsa, entra a pieno titolo nell'immaginario comune. Dall'essere una Hermès – creata negli anni Trenta e ispirata ai sacchi portasella del 1800 – diventa la "Kelly". Pezzo imprescindibile per i veri cultori dello stile "alla Grace" e della moda in generale.
Che Grace Kelly fosse un amante degli accessori di lusso (con una predilezione assodata per la maison parigina) è chiaro fin dagli anni Cinquanta. La star americana, non ancora principessa, è nella Ville Lumière con l'amica Edith Head, nota costumista dal fisico minuto e dalla verve inarrestabile. Raccolgono idee per i costumi di "Caccia al ladro", film che Grace Kelly avrebbe girato di lì a poco proprio nel Principato, incontrando il suo futuro sposo; il risultato è uno di quegli amori a prima vista da cui la principessa non prenderà mai congedo, inaugurando una delle relazioni più durature che le teste coronate abbiano mai avuto con una maison: Hermès. L'entusiasmo per le collezioni esposte nella boutique di Parigi è tale da stupire anche la Head: «Guanti e scarpe sono le uniche cose che fanno perdere a Grace il conto dei soldi che spende», avrebbe detto ricordando l'episodio.
La principessa possedeva più di un esemplare della borsa cui dette nome e non celava la sua passione per gli accessori eleganti e all'avanguardia. Sceglieva con cura sia quelli da indossare in scena, aiutata dal gusto impeccabile di costumiste da Oscar come la Head ed Helen Rose (stilista dell'abito da sposa di Grace Kelly): basti pensare alle borsette in pelle con manici corti di "Delitto Perfetto", le mise da ereditiera chic in "Caccia al Ladro", i cappelli e i foulard legati al collo nella location africana di "Mogambo". Tutti pezzi poi diventati veri cult del proprio stile, quotidiano e da cerimonia.
La Kelly diventa subito il simbolo di Grace, della sua regale sobrietà abbinata a un gusto eccellente per la couture. E rimane tuttora una delle borse con la lista d'attesa più lunga al mondo. Nel corso degli anni la maison parigina ne ha creato diverse edizioni speciali: in organza, in legno, in plexiglas e perfino un modello "gigante" (1,70 metri di altezza; 1,60 di larghezza) realizzato appositamente per l'esposizione "Gli anni di Grace Kelly.
Rivisitata in chiave contemporanea la Kelly è stata riproposta anche in passerella: nel 2004, in occasione della prima collezione pret-à-porter firmata da Jean-Paul Gaultier, era in versione mini; nel 2007, invece, Hermès ha pensato ad una borsa più morbida e destrutturata, annodata con una cintura che sostituisce le classiche cinghie: la Kelly Flat.
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