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ModaDall'Africa al futurismo le ispirazioni dei MissoniAll'Estorick Collection di Londra un omaggio alla creatività di Ottavio e Rosita di Nicol Degli Innocenti |
Una visita dietro le quinte per vedere, conoscere e soprattutto capire il processo creativo di casa Missoni. La mostra multimediale dal titolo "Workshop Missoni: Daring to be Different", che apre oggi alla Estorick Collection a Londra, traccia la storia del "laboratorio" ma soprattutto rivela le fonti di ispirazione dietro l'esplosione creativa che da decenni ha portato Tai e Rosita Missoni a diventare tra i nomi piu' celebri del design italiano nel mondo.
Ci sono i tessuti e abiti ispirati all'Africa, una fonte costante di ispirazione, e poi gli schizzi, i disegni e i bozzetti di una vita. Una sala racchiude i quadri futuristi della collezione privata Missoni che con i loro colori, geometrie e spirito rivoluzionario hanno ispirato Tai e Rosita da anni. I dipinti e i vestiti futuristi di Giacomo Balla preferiti da Tai e i gouache "ritmici" di Sonia Delaunay amati da Rosita. La mostra si sviluppa sui diversi piani del museo, trasformandolo quasi in una casa nella quale il visitatore è Invitato. In ogni galleria ci sono manichini rivestiti dalla testa ai piedi con i celebri tessuti a disegni geometrici, "visitors", come li chiama il loro creatore Luca Missoni, direttore della mostra, creature isolate e un po' spettrali che fanno da filo conduttore della mostra. Una sola grande sala è dedicata agli abiti, mostrando esempi delle collezioni sia uomo che donna dagli anni Sessanta a ora, mentre gli schermi sul muro mostrano le ultime sfilate in passerella.
Un'installazione video, creata da Ali Kazma, trasforma in arte le giornate passate dall'artista turco a filmare i telai Missoni all'opera, con i rumori dei macchinari, la paziente scelta dei filati, gli improvvisi primi piani sui colori e sui tessuti. E' la rappresentazione visiva di un grande rispetto e persino amore per i macchinari, che i futuristi avrebbero condiviso pienamente. «Mi è piaciuta l'idea perché il processo produttivo è diventato troppo distante», spiega Missoni. Un documentario di mezz'ora realizzato da Maggie Norden del London College of Fashion, dal titolo "Il bianco e nero del colore", ci porta all'interno della casa dei Missoni, mostrando il luogo abituale dove sono i quadri e gli oggetti ora in mostra a Londra, con un lungo commento informale di Tai e Rosita. I quadri futuristi, gli acquarelli russi, le sculture africane, le stampe etniche, gli oggetti scovati nei mercatini di tutto il mondo: tutti elementi necessari ma non sufficienti. Per estrarre da queste influenze diverse un'ispirazione personale, per tracciare un percorso creativo originale, ci vuole l'occhio e il talento dell'artista. L'unico filo conduttore, dice Rosita, «sono io».
Sui muri della sala, bellissimi quadri ondulati creati da Luca utilizzando jersey colorato su tela. E poi ricordi, foto di famiglia, mosaici di stoffa, oggetti, perfino il certificato della partecipazione di Tai come atleta alle Olimpiadi di Londra del 1948, per le quali creò le tute indossate dal team italiano. Una vera e propria "full immersion" nel vivace, coloratissimo, stimolante mondo Missoni.
L'idea è venuta a Luca, figlio di Tai e Rosita, mentre cercava un luogo per mostrare il documentario della Norden. Trovare il posto giusto per l'allestimento e' stato cruciale, spiega Missoni: «La Estorick è il luogo ideale, un museo che sembra una casa, e così è scattato il meccanismo creativo, la voglia di spiegare che la vita dei miei genitori non è stata solo far vestiti ma vivere un'esperienza completa di design, di arte applicata che ha sempre tratto ispirazione dall'arte moderna e, nel caso di mia madre, anche dal folklore e dalle culture etniche». La Estorick Collection è l'unico museo in Gran Bretagna dedicato esclusivamente all'arte italiana e ha una collezione permanente di opere futuriste che si sposano perfettamente con i quadri portati dai Missoni. Il prossimo obiettivo è trovare un luogo altrettanto adeguato per trasferire la mostra altrove: «Sarebbe bello fare una bella mostra in Italia, l'ultima è stata Missonologia che risale al 1994, - afferma Missoni. – Spero di trovare uno spazio adatto magari a Milano».
Dal Sole-24Ore del 2 luglio 2009
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