intervista

Frida: «La mia A-list
per l'estate»

Mare, bikini, spaghetti, Depeche mode e biografia di David Bowie per la stilista di Gucci

di Paola Bottelli



«Mare o montagna? Nemmeno da chiedere: sempre e solo mare. Sabaudia, dove ho una casa in affitto, in pole position; poi Ponza e la Costiera amalfitana. In estate non viaggio e, soprattutto, non prendo aerei: non mi piace».
Frida Giannini, direttore creativo di Gucci, (che sfilerà sulle passerelle milanesi della moda maschile domenica prossima) è pronta per compilare la sua A-list dell'estate. Siamo nella sua suite al 47° piano del Park Hyatt di Pechino: la vista sulla città è mozzafiato, con il bizzarro quartier generale della Cctv firmato da Rem Koolhaas, bruciato a metà poco prima delle Olimpiadi dello scorso agosto e dunque inattivo, e il nuovo grattacielo a punta del World Trade Center proprio davanti agli occhi. La designer 36enne sta per prendere l'odiato aereo ed è vestita con jeans bianchi vintage Helmut Lang, T-shirt vintage comprata pochi giorni prima a Tokyo in un negozio per fan della Harley Davidson, cintura con fibbia-scorpione (il suo segno zodiacale) e All Star bianche.
Dunque solo mare. Bikini o costume?
Bikini, ovviamente, piccolo piccolo, a triangolo e a volte con i laccetti.
Dopo la spiaggia?
Mai tacchi alti, solo sandali infradito rasoterra, ovviamente Gucci. E caftani che compro in giro per il mondo o camicie oversize con shorts di lino stile St Barth. Per leggere un cappello di paglia.
A proposito di lettura…
Adoro le biografie, anche in inglese, così faccio training. In questo momento sto leggendo quella di David Bowie nel periodo berlinese con Iggy Pop. Nell'ultima vera vacanza, più di un anno fa, ho letto quelle di Elsa Schiaparelli, celebrata da una bellissima retrospettiva al Victoria & Albert Museum, e di Caterina de' Medici.
Concerti?
Depeche Mode a Roma, Killers e Franz Ferdinand. E comunque il mio iPod suona da mattina a sera: in casa ho apparecchi sofisticati e casse ovunque. Mi piace ascoltare la musica anche quando vado a cavallo o guido.
Quale musica?
Ascolto di tutto perché sono curiosa. Amo David Bowie e Jovanotti, U2 e Depeche Mode. E Subsonica: sono molto cool, er mejo d'Italia…
Tutto qui?
Ah no, mi piacciono anche i tormentoni anni Ottanta, come Spandau Ballet e Pet Shop Boys. Non mi spiace neppure ascoltare la radio: lì c'è l'effetto sorpresa, non sai cosa trasmetteranno, però c'è troppa pubblicità.
Cibo?
Cucino sempre io in estate: esco presto a cavallo, intorno alle 7,30-8, al Parco naturale del Circeo o al maneggio per il dressage. Poi, vestita con stivali, speroni, frustino e – diciamolo pure – un po' suadta, mi infilo in pescheria per comprare il famoso pescato del giorno. Poi vado in spiaggia e all'una rientro per cucinare per tutti.
La casa è aperta…
Di solito ci sono almeno 12-15 persone: mi piace pensare alla mia casa come a un bed&breakfast, con tanto di check in e check out. Una volta è capitato anche Tyler Brulé, l'editore/direttore di Monocle, che era con una comune amica in Costiera amalfitana: ha assaggiato i miei spaghetti alle vongole, che preparo in un padellone professionale, e li ha citati nella sua seguitissima rubrica Fast Track sul Financial Times. Chez Frida, ha scritto, ci sono i migliori spaghetti alle vongole d'Italia. Sono stata orgogliosa.
Altri piatti forti?
Pasta con le zucchine come quella della signora Maria a Nerano e semplice pasta pomodoro e basilico.
Da chi ha imparato
Mia mamma insegnava in corsi serali privati e tornava a casa alle 10 di sera: ho fatto di necessità virtù, cucinavo per me e mio padre. E' un antistress perfetto.
Inventa anche ricette sue?
Sì, mischio quel che trovo nel frigo. Con buoni risultati.
Da bere?
Come cocktail sicuramente il mojto, che preparo io. Vino bianco gelato, possibilmente friulano o falanghina o Fiano di Avellino. Per una vacanza all'insegna dell'allegria.

(foto Courtesy: Fabio Lovino / Gucci)

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