|
| ![]() |
BASELWORLDOrologi, l'alta gamma contro la crisiLa più grande fiera di settore tra riduzione dell'export e nuove proposte di Lino Terlizzi |
Tags: Baselworld, orologi, gioielli, Svizzera
Baselworld, il salone mondiale di orologi e gioielli che si svolge quest'anno dal 26 marzo al 2 aprile, coincide questa volta con una fase cruciale per il settore. Il salone di Basilea è importante di suo, certo, ma in questo caso i riflettori sono accesi non solo sui prodotti esposti, ma anche sulle previsioni di imprese e distributori sull'andamento del mercato nei prossimi mesi.
Dopo anni di forte espansione, l'industria degli orologi negli ultimi mesi ha registrato il segno negativo. I dati della Fédération de l'industrie horlogère suisse (Fh) sono una fotografia interessante, perché l'industria elvetica rappresenta il 50-60% del fatturato mondiale nel settore ed esporta oltre il 90% dei suoi prodotti. Nel mese di febbraio di quest'anno l'export svizzero ha registrato una contrazione del 22,4% in valore rispetto allo stesso mese del 2008. E' il quarto mese consecutivo di flessione. Nell'insieme dei primi due mesi del 2009, il calo è del 22% rispetto ad un anno prima.
Per l'intero 2008, l'industria elvetica aveva realizzato un record, con 17 miliardi di franchi, cioè oltre 11 miliardi di euro, di export (+6,7% sul 2007). Ma la lunga serie positiva si era già interrotta appunto a novembre, quando i riflessi della crisi economica internazionale inevitabilmente hanno cominciato a farsi sentire. Guardando ancora i dati specifici di febbraio 2009, emerge una contrazione maggiore dell'export di orologi nella fascia di prezzo 500-3000 franchi, mentre le due ali dei prezzi sino a 500 franchi e dei prezzi da 3000 franchi in su hanno sofferto meno.
Quanto ai maggiori mercati di approdo, Hong Kong registra una flessione del 4,4% ma conserva il primo posto per valore di import, seguita dagli Usa in difficoltà (-47,5%) e da una sorprendente Italia (+2,4%), che scavalca Francia (-6,4%) e Giappone (-13,5%). Seguono nella top ten, tutti in flessione rispetto al febbraio 2008, Germania, Cina, Singapore, Regno Unito, Emirati Arabi.
Difficile dire come andrà l'intero 2009, certo nel novero delle possibilità bisogna ora mettere anche una stagnazione od una flessione della cifra annuale dell'export. Decisiva, ancor piu' del solito, sarà la seconda metà, con le vendite delle festività di fine anno. Intanto, a Basilea si sondano gli umori. Francois Thiébaud, presidente del comitato degli espositori svizzeri a Baselworld, cerca di dare una sintesi equilibrata sul salone: «Resto ottimista e realista al tempo stesso – dice Thiébaud – ci si possono forse attendere ordini inferiori del 15-20% rispetto all'anno scorso, quando il quadro era eccellente. Ma in fondo se cosi' fosse in un certo senso si tornerebbe al normale, con dei livelli di vendite piu' vicini a quelle già buone del biennio 2006-2007».
Uno dei problemi in questa fase di incertezze è rappresentato dagli stock accumulati dai distributori, dai negozi. Anche su questo versante, il raffreddamento del mercato potrebbe portare ad un rientro negli argini. «In periodi di crescita – afferma Thiébaud – chi vuole un orologio e non lo trova va da un punto di vendita all'altro, magari suscitando piu' ordini. E creando una situazione che non sempre riflette il mercato reale. Sotto molti punti di vista, in questi anni si è persa un po' la normalità ed ora questa crisi forse permetterà di riportare il pendolo dall'altra parte».
Una crisi che comunque a molti in Svizzera continua ad apparire, nonostante tutto, meno grave di altre. Negli anni Settanta-Ottanta in effetti il settore qui ha attraversato una ristrutturazione radicale, da cui è uscito trasformato, con nuovi prodotti e nuovi gruppi che gli hanno permesso di mantenere negli anni successivi la leadership nella gamma alta e di conquistarla in alcuni comparti della gamma medio-bassa. «Non è la prima crisi – conferma il presidente degli espositori elvetici – e non è la piu' grave. Per questo le imprese non devono rimettere tutto in causa solo perché fanno un po' meno di profitti. Investire nel lungo periodo, cercando di creare ricchezza e impieghi è d'altronde il ruolo di sempre delle imprese».
Quasi un appello, questo di Thiébaud, considerando che alcune imprese del settore in Svizzera nelle scorse settimane hanno annunciato riduzioni dei posti di lavoro, seppure limitate, o sospensioni di parte della produzione. Per Thiébaud questa seconda soluzione nel caso per ora è preferibile, perché le prospettive dell'industria degli orologi sono scure in questa fase ma non poi così terribili, una ripresa potrebbe arrivare in tempi non molto lunghi. E' un parere condiviso da molti operatori del settore, che mettono l'accento anche sul fatto che perdere forza lavoro qualificata a causa di riduzioni di impieghi qui sarebbe un problema doppio, perché il tipo di produzione richiede in media molta qualificazione.
Molti nel settore guardano a Baselworld anche da questo punto di vista, cioè della possibilità di limitare il pericolo di una eccessiva sfiducia durante questa fase di transizione. «Non si puo' cambiare tutto – spiega Thiébaud - al primo colpo di freddo. Penso che anche per questo Baselworld 2009 sarà importante».
Dal Sole-24Ore del 26 marzo 2009
(photocredit: Baselworld)
pagina 1 di 1
|
||
| gallery | blog | |
| archivio notizie | archivio speciali | |
| titoli | tags | |
|
||
| Yoox | MyPrestigium | |
