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stileCappelli d'autore in mostra a LondraLa selezione di Stephen Jones per il Victoria&Albert Museum di Valentina Ciuffi |
Tags: Londra, Covent Garden, Boy George, Lady Diana, Vivienne Westwood, Gaultier, Dior, Galliano, Victoria and Albert Museum, Balenciaga, Audrey Hepburn, Marlene Dietrich, Madonna
Il suo negozio a Londra in Covent Garden è una delle cappellerie più note e chic del mondo. Dai primi anni Ottanta le sue azzardate opere di design si posano sulle teste più illustri, dalla popstar Boy George alla principessa Lady Diana. In quattro decenni di produzione, Stephen Jones ha creato centinaia di meravigliosi copricapo elogiati per l'eccentricità vincente delle forme e dei materiali, per la capacità di interpretare i tempi. Ha collaborato con tutti i più importanti designer e le migliori case di moda, da Vivienne Westwood a Claude Montana, da Jean-Paul Gaultier a Christian Dior, da Comme des Garçons a John Galliano.
A Jones il Victoria and Albert Museum di Londra ha affidato il compito di curare la prima grande esposizione di cappelli. Oltre trecento i pezzi in mostra, a coprire i secoli, anzi i millenni. Si parte da una maschera egiziana di Anubi del 600 a.c., per passare a uno strepitoso Balenciaga degli anni Cinquanta, fino alle più interessanti creazioni contemporanee.
L'occhio esperto di Jones si è posato su tutte le teche del V&A, ha esplorato i magazzini e gli archivi, ha poi esaminato le più importanti collezioni internazionali: la ricerca per la mostra è durata due anni, meticolosa e piena di belle scoperte come un cappello di paglia indossato da Audrey Hepburn in My Fair Lady che stava sul fondo di una scatola negli archivi della Warner Bros, un berretto della dinastia Tudor, un Fez del 1100.
Jones si è detto onorato ed emozionato all'idea di curare una mostra al V&A. Ancora studente al College San Martins – giovane style-blazers e frequentatore assiduo dello storico e davvero underground "Blizt club" – proprio in questo museo, denso di storia, di cultura, ma anche di istituzione, andava a cercare l'ispirazione.
La mostra è stata allestita ricostruendo una specie di giardino barocco, e ed è scandita in quattro sezioni: "Creation", un ambiente simile al laboratorio di un modista con schizzi, modelli, materia grezza e manichini; "The Salon", che mette in scena i capolavori di alcuni dei più noti designer per le maggiori case di moda, da Mitza Bricard per Christian Dior a Vladzio d'Attainville per Balenciaga; "The Client", che raccoglie i cappelli-opera indossati da celebrità come Ava Gardner, Marlene Dietrich e Madonna, o appartenti ad avide collezioniste come Dita von Teese, Gertrude Shilling, Isabella Blow e Anna Piaggi.
E infine, "Ispiration" che, a partire da una tuba del principe Alberto e un bonnet indossato dalla regina Vittoria, mostra interpretazioni storiche e contemporanee delle più note tipologie di copricapo, sottolineando la forte influenza dei modelli del passato sul design di oggi. Tra i tanti pezzi scelti, il prolifico Jones non manca di esibire i suoi, dalle due nuove collezioni Vanda e Albertopolis: divertenti, strampalati, ma soprattutto "figli" (persino nel nome) del titanico lavoro di ricerca e selezione che il "cappellaio magico" ha affrontato per curare la sua mostra.
Hats: An Anthology by Stephen Jones – V&A Museum, London - 24 February – 31 May 2009
http://www.vam.ac.uk/collections/contemporary/hats/index.html
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