pitti

Giambattista Valli,
couture a Palazzo Vecchio

Lo stilista ha presentato una collezione che trasuda virtuosismo e rigore

di Angelo Flaccavento

Rating:
3.3
Rating 3.3

Tags: Giambattista Valli, couture, Pitti, Thom Browne, Balenciaga



Giambattista Valli, l'italiano che ha insegnato ai francesi il nuovo significato della parola couture, sa come fare le cose in grande. Per la prima volta in Italia con la sua linea, invitato da Pitti_W a presentare la Wintertime collection, che poi altro non è se non la pre-collezione di vendita – la prima che arriva nei negozi e quella su cui si basa buona parte del fatturato annuale della maison – ha scelto lo splendore augusto del Salone dei 500 di Palazzo Vecchio come teatro, e lo ha riempito con un parterre di pura noblesse. Non mancava davvero nessuno, dalle aristocratiche, romane e non, che tanto lo amano al who's who della stampa modaiola, passando per notabili, personalità e ospiti illustri come il collega Thom Browne. Perfettamente oleata la macchina organizzativa: nessun intoppo, nessuna sbavatura e puntualità quasi assoluta. Perfetta, soprattutto, la collezione: un ennesimo inno all'alta sartoria, di quelli cui il buon Valli ci ha ormai da tempo abituati. Qui, tutto trasuda virtuosismo e rigore, enfasi e linearità, glamour e design, dalle cappe spesse che costringono le braccia a nuovi gesti, piccoli e aggraziati, agli abitini da cocktail che avvolgono il corpo in stereometrie a clessidra, ridisegnandolo; dalle pellicce ad intarsio, ferine e sofisticate, ai pezzi brulicanti di rouche fitte come millefoglie. È una donna-donna quella di Valli, che di certo ha molte occasioni mondane nella propria giornata e nessuna carriera cui stare dietro, e che per questo i pantaloni li indossa solo di rado; preferisce l'abito, o la gonna; occasionalmente, la tuta, mai vista in versione così altera. Eppure, in tanta rarefatta perfezione, qualcosa non funziona. Manca un twist, un guizzo, una scintilla. Una cornice architettonica così potente avrebbe richiesto non un compito per casa ben fatto, ma un compito, per così dire, da urlo: qualcosa di grandioso, di fuori registro, di memorabile. La scelta del basso profilo, del mantenimento del proprio status quo stilistico, non ha insomma giovato al pur talentuoso Valli. Inutile rimproverarlo per certi anacronismi, per l'insistenza a voler fare la couture: le donne in fondo sono dalla sua, e allora va bene così. Solo, dovrebbe forse metterci più verve, perché, come insegnano i maestri putativi Capucci e Balenciaga, andar sul sicuro può solo creare un sacco di danni. È vero, la temperie plumbea richiede una gran morigeratezza. Eppure, ne restiamo convinti, solo la fantasia ci potrà salvare, perché è la via dell'eccesso quella che porta alla ragione.

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