Alta Moda

Valentino, lo stile ritrovato

La coppia di direttori creativi Chiuri e Piccioli supera con successo la prova parigina

dal nostro inviato Paola Bottelli

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3.3
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Tags: Valentino



«Più Valentino di Valentino». La frase corre nel parterre della sfilata haute couture d'esordio per Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli, gli eredi del "maestro", i suoi pupilli, la coppia di creativi che lo stesso stilista avrebbe voluto fosse nominata dagli azionisti della Permira, subito dopo il suo addio, al posto di Alessandra Facchinetti (presto silurata). Due ragazzi che, dal gennaio '99, hanno creato e sviluppato per il marchio il business in precedenza inesplorato degli accessori.
Archi e violini dell'orchestra di 17 elementi hanno appena terminato di suonare "She" interpretata da Elvis Costello nell'anfiteatro della Sorbona, sede della rivoluzione del Sessantotto. E anche per la maison romana di rivoluzione si tratta, visto che per vent'anni i nuovi direttori creativi si sono occupati con successo - prima da Fendi (rappresentata in platea da Carla e da Silvia Venturini) e poi appunto da Valentino - solo di borse e scarpe.
«Il nostro è un percorso anomalo nel mercato», ammettono Chiuri, 43 anni, in abito vintage Valentino nero, e Piccioli, 41, la prima "coppia" (ma solo dal punto di vista professionale) nella storia dell'alta moda, raggianti sulla passerella parigina: sanno che per loro, da quel preciso momento, la vita sarà «on stage, sotto i riflettori». Ma anche in mattinata, incontrando la stampa per la prima volta, dicono di essere «tranquilli», nonostante debbano prendere il posto dell'"ultimo imperatore", come l'ha battezzato Matt Tyrnauer nel docu-film presentato la scorsa estate a Venezia. Tranquilli, dunque. E felici della "grande opportunità che tanti altri non hanno avuto": sostituire un mostro sacro, infatti, non capita a tutti.

«Abbiamo fatto – spiegano - tanto lavoro con lo staff, le première e le 40 bravissime sarte, con un approccio progettuale più da designer che non da stilisti in senso stretto. L'idea è di definire linee grafiche e pulite che però, nello stesso tempo, valorizzino l'eccellenza artigianale e la cura maniacale del dettaglio che sono la cultura del nostro atelier. Ovviamente, rispettando l'"anima" della couture Valentino, che non è solo il semplice fiocco o il drappeggio. E ricorrendo più alla memoria dello stile Valentino che non all'analisi degli archivi».
E, allora, ecco in passerella il capo più prezioso e complesso da realizzare, un severo abito da giorno in crepe di lana, ovviamente rosso, interamente e fittamente drappeggiato, sul quale "«a première ha dovuto puntare 4 scatole da 2mila spilli ciascuna». Ecco il tubino con soprabito bianco – in mille tonalità è il colore "forte" della collezione, dalla quale è escluso il nero perché «troppo facile» – che è un collage di pizzi differenti tagliati, ricostruiti e ricamati su base d'organza con margherite e rose: tre settimane di lavoro per un capo «che più unico non si può, massima espressione della couture». Ecco l'abito da sera che è un ricamo di filo a piccolo punto tempestato di Swarovski taglio baguette: costerà 180mila euro. E le belle scarpe, sempre coordinate e pure tempestate di cristalli o piume. "«uaranta uscite – hanno detto i direttori creativi – nelle quali la scelta della contaminazione ha fatto lavorare dalla première specializzata nel "pesante", cioè nelle costruzioni più rigide, un drappeggio in tripla organza scolpito su un abito da sera, oppure il contrario».

Dopo l'esordio in passerella, la parola spetta alle clienti storiche (e possibilmente anche nuove) della couture Valentino – celebrities, mogli di sceicchi, addirittura regine - che, la scorsa stagione, avevano acquistato con il contagocce gli outfit proposti dalla Facchinetti. «Non conosciamo le dinamiche dei rapporti con le regine – ammettono ridendo – ma le costruiremo. Però, non ci sentiamo rappresentati dal cliché del couturier che vive tra castelli e party. Siamo persone normali, sposate, con figli, che cercano di ritagliarsi una vita privata nella quale andare al cinema con i bambini a vedere "Chihuahua" o fare palestra».
In serata, per festeggiare, nessun red carpet, ma una cena con le famiglie, gli amici più intimi e lo staff: un centinaio di persone in tutto, tra le quali non c'è nessun divo di Hollywood. Nella couture è l'ora del debutto dell'anti-glamour.

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