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personaggiRossetti e cucina per la nuova star della gioielleriaLorenz Bäumer ha firmato un cosmetico per Guerlain e sta pensando a un "bar à Bijoux" dove poter mangiare fra i diamanti di Leonardo Martinelli |
Tags: Guerlain, Parigi, gioielli, Louis Vuitton, diamanti
La sua ultima avventura è un rossetto per Guerlain. «Ma volevo che fosse qualcosa di straordinario, a suo modo un gioiello», precisa Lorenz Bäumer, nel suo atelier con vista sulla place Vendôme. Sì, perché lui è l'astro nascente dell'alta gioielleria francese. Ma per una volta si è cimentato in un oggetto per il grande pubblico. «Per l'astuccio mi sono ispirato a un lingotto d'oro, che poi ho immaginato capovolto. E non di colore giallo». Le cerniere sono invisibili, all'interno un pratico specchietto e perfino un rumore "voluto" all'apertura. La tecnica innanzitutto.
Perché Bäumer, classe 1965, madre francese e padre tedesco (diplomatico, che, da bambino e ragazzo, lo ha portato a vivere nei posti più sperduti del globo), è un ingegnere, laureato nel 1988 alla prestigiosa Ecole Centrale di Parigi. Ingegnere e si vede, pure nella costruzione dei suoi gioielli, vedi l'anello Atomes, ispirato all'Atomium di Bruxelles, o quello Electronique, uno smeraldo e diamanti montati su oro bianco in maniera "seria", quadrata. «Il rigore, il gusto dei meccanismi, il senso del dettaglio: essere ingegnere è il mio lato tecnico», ammette Lorenz. Poi, ovviamente, ci sono i suoi sogni e le sue fantasie. Le ha raccontate molto bene in un libro (intitolato Le dictionnaire égoiste de Lorenz Bäumer), pubblicato da La Martinière («l'ho scritto proprio io», ci tiene a specificare).
Si scopre un Lorenz diverso dal consueto mondo evanescente dell'alta gioielleria. Il suo mondo è semplicemente l'amore per la moglie Dadine, la passione del mare e del surf, quella per il cibo, mangiato e cucinato. Tutto questo si ritrova nelle sue creazioni. Il mare s'esprime nella predilezione per perle e corallo. E nelle forme riprodotte, tanti pesci e perfino, su un anello, una murena (di zaffiri). Quanto al cibo, il braccialetto Légumes ha fatto storia, esposto al museo parigino delle Arti decorative. Il surf? «Lo pratico da vent'anni. Allora era uno sport di disadattati, di hippies, di gente che non aveva studiato. Mi affascinava quell'atmosfera, sebbene ora questo sport sia diventato anche troppo di moda per i miei gusti». Secondo lui «Baudelaire oggi sarebbe un surfista, esprimerebbe la propria ribellione in quel modo».
Le sue fantasie. Ma anche e soprattutto quelle dei suoi clienti. Perché la metà della produzione di Lorenz è fatta su misura, nella maggior parte dei casi per donne (molto facoltose). «Le ricevo qui e mi raccontano la loro vita. Talvolta mi portano le pietre, in ogni caso hanno sempre tante idee». Lui parla, ma soprattutto ascolta. È quello che più gli piace fare.
«Mi sento un po' psicanalista», ammette soddisfatto. Subito, sul momento, traccia uno schizzo del gioiello per la persona che si trova di fronte. «Voglio vedere la reazione. E poi mi adatto alle sue esigenze. Non sono come tanti altri che dicono: questo è quanto, prendere o lasciare». Per il resto Bäumer non "produce" collezioni per ogni stagione, ma pezzi unici, «lavoro per farmi piacere». Poi c'è la sua attività di consulente, sulla quale aleggia una coltre di mistero, discrezione oblige. Si sa, comunque, che sta lavorando alla collezione Louis Vuitton autunno-inverno 2009.
In una fase difficile come quella attuale, della crisi economica. A questo proposito l'ingegnere, ben saldo sulla superficie terrestre, non è ipocrita. «Anche i più ricchi, la nostra clientela, stanno risentendo di questo brutto momento. Per i gioielli l'effetto è una maggiore prudenza. Partono meno all'avventura, non più verso pietre più strane o originali. Ma, al tempo stesso, sono persone che hanno già tutto. E quindi bisogna convincerle ad acquistare un nuovo gioiello. Ad esempio, si dirigono verso i diamanti, ma con una montatura molto originale».
Per dimenticare la crisi Lorenz ha un altro progetto in testa: creare nel suo laboratorio un "bar à bijoux", dove lui possa improvvisarsi cuoco per i suoi clienti. O comunque proporre qualche stuzzichino. Uno dei suoi preferiti è prosciutto spagnolo Pata negra accompagnato da champagne rosé. Un'associazione che la dice lunga sul personaggio.
Dal Sole-24Ore del 9 gennaio 2009
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