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AUSTRALIATorna la donna avventurieraIl film di Luhrmann propone una Kidman morbida e selvaggia di Angelo Flaccavento |
Tags: Meryl Streep, Sigourney Weaver, Nicole Kidman, Hugh Jackman, Baz Luhrmann, Australia, Ferragamo, Prada
Qui, lo diciamo subito a scanso d'equivoci, si parla d'immaginario collettivo, coté muliebre, e di stile. La donna in carriera? Bah, ad esser sinceri ne abbiam piene le tasche: troppo rigida, cinica; troppo irrimediabilmente Ottanta. La femme fatale? Idem: non se ne vede una decente in giro dai tempi in cui boudoir e fumoir erano vocaboli d'uso corrente, il kajal inspessiva gli sguardi e Opium era l'epitome della seduzione, in bottiglia di lacca con nappa. La femmina guerriera? Per carità, spaventosa: ce ne è già troppa di guerra in giro per sentire il bisogno di rievocarla in altro modo, e dove proprio non occorre.
Complice il cinema, la settima arte che ancora, nonostante tutto - in barba agli screening preventivi, alla targettizzazione dell'audience e agli studi di marketing - di sogni e fantasie memorabili riesce imprevedibilmente a crearne, ne suggeriamo una diversa: la donna avventuriera. Volitiva e romantica, altera eppure pronta a rimboccarsi le maniche; sofisticata con nonchalance, irraggiungibile ma vera. Una donna che si sa confrontare anche col lato abrasivo e scomodo della vita, e che agisce, per una volta, in sincrono con la natura. Niente di dirompente, né di totalmente nuovo, per carità. Viene in mente Meryl Streep, perfetta come Karen Blixen in "La mia Africa" di Sydney Pollack, o Sigourney Weaver, androgina ma morbida come non mai, nei panni dell'etologa Diane Fossey in "Gorilla nella nebbia" di Michael Apted.
Entrambe le pellicole, però, sono degli anni Ottanta. Adesso, a riportar in auge la dimenticata figura di donna pronta a mettersi in gioco è Nicole Kidman, elegantissima protagonista, insieme ad un ruvido quanto splendente Hugh Jackman, dell'ultima faraonica fatica di quel pazzo visionario di Baz Luhrmann, appena uscita in Italia: "Australia". Storia epica, sulla scia di quella narrazione popolare – nell'accezione positiva del termine – e coinvolgente che ha il suo capostipite in "Via col vento" (non a caso citato da Luhrmann come fonte), "Australia" è ambientato, come il titolo suggerisce, nel continente nuovissimo, terra natia del regista come della protagonista. Sono gli anni Quaranta: un'aristocratica inglese, la Kidman appunto, rimasta vedova, arriva in loco, proprio mentre si scatena il secondo conflitto mondiale, per recuperare l'eredità del marito, terra e bestiame; nell'impresa, non facile, la aiuta un mandriano senza macchia e senza paura, Jackman. Insomma, un classico plot da melodramma, o da feuilleton, ma trattato con verve. Visivamente, il film è sopraffino: scene, fotografia e costumi hanno una densità pittorica avvolgente. L'evoluzione della protagonista da dama della high society a farmer di gran classe, poi, è resa assai bene dalla Kidman, complice soprattutto la costumista Catherine Martin, che le ha tagliato addosso un guardaroba di forte appeal iconico. L'inizio è rigido, couture: linea a clessidra, vitino di vespa, gonna sotto il ginocchio, cappellino e borsetta; il tutto condito da una gestualità distante, meccanica. L'intermezzo è esotico, con le tunichette chipao di seta jacquard che ammorbidiscono la silhouette.
La lady comincia ad abbandonare il rigido protocollo brit, finché, gettato alle ortiche il passato e ogni indugio, si dà allo stile equestre, o safari: camicia maschile, johdpurs e stivali favolosi. Per questi ultimi la Martin – moglie di Baz Luhrmann e sua insostituibile complice – ha voluto niente meno che un modello d'archivio di Ferragamo, gentilmente replicato dalla maison fiorentina, mentre i bagagli e i bauli di tela e pelle sono di Prada, repliche d'archivio anche quelli.
Chi però ci ha davvero colpito è Nicole Kidman, che non vedevamo tanto intensa dai tempi di "Ritorno a Cold Mountain". Eccola, finalmente, rilassata, se si vuole addirittura selvaggia, non più presa e compresa nel ruolo – che interpreta sovente anche fuori dallo schermo – di donna di ghiaccio. In fondo, è australiana, e un po' di nonchalance non può che donarle. A lei, come a tutte le donne. Basta con le pose rigide e la sofisticatezza posticcia. È tempo di darsi all'avventura, di provare e magari anche di sbagliare. Con gli stivali o no? Beh, quella è una scelta personale.
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