Elezioni e stile

"Yes, we fashion": la moda politica e la musa Obama

Con t-shirt, borse o volantini, anche gli stilisti fanno propaganda per il candidato democratico

di Chiara Beghelli


Se nella rutilante settimana della moda newyorchese la direttrice di Vogue America Anna Wintour snobba la sfilata di Narciso Rodriguez per andare a un party, portando con lei il fedele vice André Leon Talley, significa che a quella festa qualcosa di interessante c'è. A quel party, organizzato nel Charles Nolan Studio di Chelsea, la Wintour, celebre per i suoi silenzi algidi, ha anche parlato da un podio fra applausi entusiasti e qualche urletto da cowboy che in altre situazioni l'avrebbero fatta inorridire (il video che lo prova è stato postato su YouTube da Pierce Mattie, uno dei blogger-insider della Grande Mela glamour). Non basta: la stessa direttrice afferma con allegria e convinzione di essere lì per raccogliere 2 milioni di dollari di fondi. E tutto per lui: Barack Obama. La festa in questione ha salutato il lancio della linea di abbigliamento "Runway to change", magliette, borse e accessori vari ispirati e dedicati al candidato democratico, il modo più fashion per raccogliere fondi per la sua campagna. C'era anche Sarah Jessica Parker - che aveva scritto "Barack and Roll" dietro la giacca nera - fra i 400 invitati, pronti a sborsare fra i 250 e i 5000 dollari per un drink e una t-shirt. Ma questo non è merchandising qualunque, perché ogni pezzo è stato creato dai più celebri stilisti americani, che hanno giocato con i colori e i motti della campagna di Obama . Lo stesso Narciso Rodriguez, per esempio, ha firmato una maglietta con i piccoli arcobaleni di "Yes we can", mentre Zac Posen ha optato per una canotta nera con scritto "dare to dream" in stile graffiti-underground, prontamente comprata proprio da Sarah Jessica Parker.

Ma è soprattutto con le borse che gli stilisti si sono scatenati: quella di Isaac Mizrahi è molto minimal con la sua tela e i manici di pelle, simile a quella di Marc Jacobs con le pin che formano il nome di Obama, più colorata quella di Derek Lam che sfoggia fiori bianchi-rossi-blu, mentre la Love bag tutta cuoricini di Diane Von Furstenberg è stata fotografata in mano a un orgoglioso André Leon Talley proprio durante i giorni della moda newyorchese. Per chi preferisce indossare creazioni delle popstar, ci sono anche le magliette di Beyoncè e del marito Jay- Z (rispettivamente bianca e nera) e quella di Pharrel Williams, che costa solo 12 dollari e 50. In realtà tutti i pezzi sono molto economici, costano al massimo 80 dollari, forse anche perché si possono acquistare solo sul sito ufficiale di Obama. Ma c'è una brutta notizia: purtroppo alcuni sono già sold out.
A questo punto, chi vuole qualcosa da sfoggiare magari proprio la sera del 4 novembre, potrebbe ripiegare su un abito, ispirandosi a quello che Sonia Rykiel ha presentato alla settimana parigina della moda, bianco molto classico, un po' mise da tennis britannico con un bella scritta "Obama" davanti. Sarebbe invece piaciuto al suo amico Andy Warhol l'abito di Jean-Charles de Castelbajac, giallo e luciccante di paillettes con la faccia di Obama superzize: lo stilista ha detto che Obama lo ha ispirato perché rappresenta la speranza, la giovinezza, il cambiamento, ma anche che ha ricevuto molte lettere di protesta dagli Stati Uniti.
Fra tutti gli stilisti, però, la più esplicita è stata Stella McCartney, che si è addirittura lanciata in una sorta di volantinaggio: chi ha assistito alla sua sfilata parigina ha trovato sul proprio seat non solo la cartella con la descrizione degli abiti, ma anche un biglietto con scritto "ps: Vote for Obama!", con tanto di punto esclamativo. E pensare che Michelle Obama, a differenza della sua rivale Cindy McCain, non ama indossare capi di marca, tanto che a un meeting a Detroit si è presentata accanto al marito con un abito di H&M. Anche se poi, a New York, a una cena organizzata da Calvin Klein a casa sua, il nome di Michelle era in lista accanto a quelli di Wintour e Talley.

Il sito di "Runway to change"

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