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Bulgari inaugura il suo maxi-store a Parigi

In Avenue George V, è il negozio più grande aperto dalla maison in Europa

di Paola Bottelli


Sotto l'immenso lampadario a cascata realizzato a mano da maestri vetrai italiani, Francesco Trapani, 51 anni, amministratore delegato di Bulgari, accoglie la bellissima Milla Jovovich il cui decolleté è valorizzato da una collana in oro bianco e diamanti con smeraldi taglio " sassi" per un totale di 105 carati. In Avenue George V angolo Rue François 1er, con "vicini" del calibro di Hermès e Giorgio Armani, un cocktail blindatissimo inaugura il quarto negozio parigino del marchio romano: il più grande in Europa, con 1.500 metri quadrati di superficie su due piani, con un ingresso riservato a gioielli e orologi, core business aziendale, e un altro agli accessori. Nelle vetrinette sospese controllate a vista dalla security, 85 parure superpreziose, tra cui una collana con un rarissimo diamante blu come pendente.
«Facciamo fare bella figura all'Italia – dice Trapani – perché è un negozio bellissimo e di grande prestigio in una capitale del lusso. A parte Tokio, dove i consumatori hanno una propensione all'acquisto eccezionale, Parigi è un mercato ricchissimo per il business. Non soltanto grazie ai francesi, ma anche e soprattutto per gli enormi flussi turistici di americani, russi, cinesi, giapponesi e mediorientali. Del resto, i più grandi flagship store di marchi come Louis Vuitton, Hermès e Chanel sono proprio qui».
È in uno store come questo, sulla Fifth Avenue a New York, che lo scorso aprile è stato venduto un pezzo di alta gioielleria da 13,5 milioni di dollari: «Questo segmento –aggiunge l'a.d., padrone di casa insieme con gli zii Nicola e Paolo Bulgari e con la compagna, Lorenza de Liechtenstein – ci sta dando grandi soddisfazioni anche in questo difficile anno e sembra influenzato meno degli altri dalla gravissima crisi finanziaria in corso. Però non si può essere ottimisti tout court. Ci sono tante persone che hanno perso un sacco di soldi nelle ultime settimane, come azionisti ed executive di grandi banche: tanto per fare un esempio, un nostro affezionato cliente con un patrimonio di 1,5 miliardi di dollari in partecipazioni si ritrova in tasca appena 30 milioni dopo la débacle di questi giorni. I danni ci sono, insomma, pur dopo un bimestre luglio-agosto per noi decisamente buono».
Per Bulgari, che nel 2007 ha registrato ricavi per 1.091 milioni di euro ed è quotato alla Borsa italiana, arriveranno a breve i dati di settembre. E, come per tutti i competitor del lusso (per non parlare di quelli della moda), sarà il momento della verità. Il marchio romano non ha comunque ridefinito le strategie né il posizionamento di prodotto e distribuzione. «Non abbiamo deciso di aprire negozi diversi – dice ancora Trapani – o di realizzare prodotti di minor prezzo. In ogni caso, continueremo a stare attenti alla riduzione dei costi: non quelli di produzione, perché lì abbiamo un margine molto elevato che ha di recente avuto un ulteriore miglioramento, quanto piuttosto quelli della struttura organizzativa, dove l'efficienza può essere ritoccata».
In momenti di festa come l'opening è più difficile parlare di numeri. «Ma certo – conclude l'a.d. – non sono ottimista sul Natale: dobbiamo aspettarci tutti un periodo difficile».

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