ESCLUSIVO

Valentino: «Nel film
il mio carattere segreto»

Così il couturier a Luxury24.it subito dopo la proiezione di gala a Venezia

di Luca Liguoro



Standing ovation, qualche lacrima e volti sorridenti salutano tra gli stucchi dorati del Teatro la Fenice la proiezione di gala di "Valentino, the Last Emperor of Fashion", il lungometraggio dell'esordiente Matt Tyrnauer ricavato da oltre 250 ore di filmati "rubati" tra il 2005 e il 2007 alla vita del couturier romano e del suo socio Giancarlo Giammetti. Eva Herzigova dice di avere apprezzato molto il film, mentre i paparazzi la tempestano di flash, come fanno con le altre bellissime, da Natalia Vodianova a Elizabeth Hurley e Afef Jnifen. Intanto gli invitati (smoking per i signori, abito lungo per le signore) si dirigono verso gli imbarcaderi dai quali in motoscafo si dirigeranno alla volta del Museo Guggenheim, sede di un dinner party per 500 invitati ospitato da "L'Uomo Vogue" in onore di Valentino. Tra finger food e fiumi di Champagne, si scatenerà a breve il vip watching, tra le sculture che popolano il suggestivo giardino del museo (dove in questi giorni c'è una mostra sull'arrivo della collezionista Peggy Guggenheim a Venezia nel 1948).
«Rivedendo il film ho scoperto lati del mio carattere che non conoscevo», dichiara Valentino a Luxury24.it, «ma potete giurarci che ci sono lati di me che non svelerò mai».
In effetti, la telecamera del regista Tyrnauer è spesso indiscreta, come quando filma le liti in 3 lingue, francese, italiano e inglese, tra Giammetti e Valentino. Una volta si discute sui volant di un abito bianco (di cui nella pellicola si segue l'intero e suggestivo processo creativo), un'altra i due s'accapigliano sulla scenografia di sabbia di una sfilata: «Mancano solo il fucile e la sahariana», sbotta Valentino, e Giammetti ribatte «guarda che, quando ti arrabbi, ti si gonfia la pancia!».
Il pubblico ride di gusto, così come i due protagonisti. Il film, precisano regista e protagonisti, è nato in modo indipendente dalla maison Valentino (che lo stilista ha lasciato a gennaio di quest'anno cedendo il testimone alla 35enne Alessandra Facchinetti) e i due dichiarano di non aver mai visionato il girato fino a montaggio concluso. Il film, comunque, è un documento interessante sulla vita dell'ultimo dei grandi couturier del ‘900, assieme al compianto Yves Saint Laurent e a Karl Lagerfeld (che nel lungometraggio dice allo stilista romano: «Rispetto a noi, gli altri fanno solo robetta!»). Dispiace, però, che gran parte dei dialoghi del film siano appena udibili, e per lo più spesso coperti da una musica di sottofondo (ma sottotitolati, e dunque importanti ai fini della narrazione). In questo, la scelta del regista Tyrnauer, al suo esordio dopo anni passati a fare il giornalista della carta stampata (è una firma di Vanity Fair americano), lascia lo spettatore indispettito. Tuttavia, la possibilità di sbirciare la vita veramente imperiale di una coppia simbolo dello stile italiano (che tra i suoi fan ha visto - tra gli altri - icone come Jackie Kennedy, Audrey Hepburn, Liz Taylor, Grace Kelly, Julia Roberts e decine di teste coronate) e la creatività di un talento entrato nella storia del costume, troverà sicuro interesse e soddisfazione nel pubblico degli appassionati di moda.
Intanto, alla domanda sullo stato di avanzamento del progetto per il Museo Valentino a Roma, il couturier ha detto: «Con la Giunta Veltroni sembrava stessimo partendo immediatamente, invece ora stiamo ancora attendendo di incontrare la Giunta Alemanno».

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