intervista

Kean Etro,
«la leggerezza dell'amore ci salverà»

Lo stilista parla delle ispirazioni della nuova collezione. E difende l'ecologia modaiola

di Chiara Beghelli

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4.5
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Tags: Etro, Oriente, ecologia, sostenibilità


«E' un viaggio sulle ali di Pegaso, che è il nostro simbolo, un viaggio dallo spirito bizzarro e leggero e insieme un ritorno alle nostre radici». Kean Etro, 44 anni, stilista e secondogenito di una delle famiglie-simbolo della moda milanese, lascia un attimo la moglie Costanza e saluta la sorella Veronica, felice con il suo pancione, si siede sul divano del backstage e descrive la sua nuova collezione maschile in un'atmosfera rilassata, serena, per niente rutilante. Sembra quasi che non manchi appena mezz'ora alla sfilata. Ovunque aleggia uno spirito leggero che non si posa solo sugli abiti, ma anche sui visi dei modelli mollemente seduti e su quelli sorridenti dei truccatori, intorno alla passerella ancora vuota dove si aggirano due giornalisti indiani con le loro tipiche dhoti (le gonne-pantaloni), forse non immaginando che le vedranno sfilare poco più tardi. Infatti, come dice Etro, gli abiti si ispirano «a un viaggio in Oriente, in un paese mitico chiamato Etronesia, dove si incontrano i viaggiatori immaginari di Salgari, Sandokan e Yanez de Gomera. Credo che in questo momento storico ci sia bisogno di questo spirito fatto di fantasia e ritorno alle origini, al nostro passato di indo-europei».
Kean Etro ricorda i suoi studi in storia delle religioni, pensa al rapporto fra passato e futuro, all'eterno ritorno, e cita subito la presenza dei «colori dell'anima», come li chiama, viola in testa: «Ho cercato di riprodurre questa fluidità usando quasi tutta seta, crêpe de Chine, viscosa, ed è la prima volta per una collezione maschile. Nello stesso tempo c'è un ritorno all'inizio della nostra tradizione, ai foulard, al grande carré, ai motivi che - devo dirlo – per molto tempo non ho amato. Quindi c'è un cambiamento nella continuità, una relazione solo apparentemente contraddittoria».

Intanto, passano ragazzi che indossano coloratissime T-shirt con grandi scritte, "Etro - Made in Italy". Anche questo, dice Kean Etro, è un messaggio di leggerezza, perché «bisogna tornare a capire chi siamo, il nostro talento. Noi produciamo tutto in Italia, e trovo che il nostro linguaggio debba essere più alto, per sollevare le nostre sorti. Perché non siamo solo "Gomorra", ma anche Fellini e Tornatore». Insomma, questa crisi di cui tutti parlano effettivamente c'è, ma il segreto è trasformarla in opportunità: «Anzi, secondo me i momenti più difficili sono anche i più belli, perché si è costretti a tirar fuori la propria identità, la propria creatività. La difficoltà ti aiuta a elevarti verso la natura, verso l'universo».
Lo sguardo va a un quotidiano vicino, dove campeggia l'ennesimo titolo eco-apocalittico "Al Polo sarà un'estate senza ghiaccio". I pensieri, per un attimo, diventano più oscuri, in uno stilista che da anni parla di tutela della natura e che a gennaio ha fatto sfilare le sue creazioni fra le verdure dell'orto. Ma questa ecologia non sarà diventata un po' troppo modaiola? «Sì, certamente. Però la moda è un linguaggio universale, e ben venga se diventa un canale, magari anche poco sincero, per muovere le coscienze. In questo senso sono felice che sia diventata una moda. Per me, comunque, l'ecologia è sempre stata un atto d'amore verso la natura, maturato sin da piccolo. Ora nel nostro showroom di Via Spartaco, qui a Milano, abbiamo allestito il progetto "Etrolio", - senza P – per raccontare la storia di un bosco di antichi ulivi delle Murge pugliesi e arrivare a parlare di energie alternative e sostenibilità».
Di progetti poetici e surreali la mente di Kean Etro sembra davvero piena: e dopo le Cooked Shirt (le camicie tinte con succo di mirtilli, sale e caffè e messe al forno. C'è metodo più naturale?) stanno per arrivare le "fodere del cuore". «Ci sto lavorando da sei mesi – dice lo stilista – è una rielaborazione del concetto del su misura: si tratta di una serie di fodere speciali che rendono unici gli abiti dei momenti importanti della vita, una laurea, un matrimonio…». A questo punto la sfilata sta per iniziare e dopo i saluti, Etro ci lascia e raggiunge Costanza che, in rosso, gli sorride e lo prende per mano.

Photo credits: Cristina Nuñez

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COMMENTI

inviato da: riccardo
30/06/2008 - h 14,49

bello. La moda con l'anima

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