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L'olimpica Gwyneth
rimbalza agli Ottanta

Peplo di Lanvin, sandali alla schiava e orecchini ad anello Chopard per la diva a Cannes

di Angelo Flaccavento


(Ap)Il movimento di progressivo avvicinamento – o arretramento? – della moda verso territori estetici prossimi alle intemperanze degli irripetibili anni ‘80 non è certo una novità. Se ne parla, e lo si vede in giro, da parecchie stagioni ormai. Tutto è cominciato nell'underground almeno un lustro fa, per poi filtrare, come è fisiologico negli eterni corsi e ricorsi modaioli, verso il mainstream. Ma non verso il mondo reale, forse. Almeno fino ad ora. Del resto, si sa, oggi più che la passerella, nell'immaginario collettivo, nel comune sentire, può lo showbiz, quindi è solo quando arriva il definitivo imprimatur della star di turno che un trend si può considerare davvero conclamato.
Per i suddetti ‘80, dopo un lungo deragliare, il suggello è stato apposto ieri a (Reuters)Cannes, in pompa magna, da un'esile e ingioiellata, ma atletica e nulla affatto ieratica, Gwyneth Paltrow. In versione Diana – la dea dell'Olimpo, non la martire di Buckingham Palace – la bionda attrice ha officiato all'Hotel Carlton, insieme al regista Spike Lee, la cerimonia di premiazione dello Chopard Trophy avvolta in un candido peplo di raso lavato – targato Lanvin – accessoriato di sandali alla schiava, bracciali-polsiera a pavé ed enormi orecchini ad anello tempestati di diamanti – gioielli, naturalmente, forniti da Chopard.
Tutto, qui, parla di anni ‘80: la scollatura asimmetrica – una spalla sì, una no – tanto per cominciare, i sandali-design, e poi soprattutto gli anelli alle orecchie, che non si vedevano in giro dai tempi in cui Madonna – compagna di jogging della Paltrow, peraltro – cantava, paffuta, permanentata e coperta di brandelli di pizzo e crocifissi, "Like a Virgin". Era il 1984. Certo, i neo-80 di Gwyneth sono impalpabili – nulla in confronto alle cacofonie dell'epoca – ma pur sempre venati di un salutare pizzico di kitsch: a guardarla, non capisci bene se quel che le manca è la faretra, o la palla di specchi.
A conferma di una certa schizofrenia di stile che pare essere tratto comune nello star system contemporaneo – sarà colpa delle fatidiche quanto bizzose stylist che tutto impongono e tutto decidono? – sempre ieri, in serata, alla prima di "Two Lovers", il film di James Gray che ha interpretato con Joaquin Phoenix, la Paltrow è apparsa, raggiante, in versione diva dell'Age d'Or, in un lungo abito di charmuse, nero e pieno di fiocchi, firmato Chanel. Suo cavaliere, sul tappeto rosso, uno smagliante Valentino Garavani.
Nel giro di poche ore, la bella Gwyneth ha compiuto una triangolazione di stile davvero vertiginosa, di quelle che negli anni ‘80 nemmeno la Ciccone, la regina della reinvention, si sarebbe sognata. Questo la fa diva.

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