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Celebrato da un'intera pagina sull'ultimo numero di "Vanity Fair", a New York City - la città dove nascono, si sviluppano e scompaiono a volte repentinamente i megatrend - torna in auge il dinner party in casa, proprio come nei film, anche in bianco-e-nero, degli anni Sessanta. Infatti, è considerato very chic invitare gli amici a cena nel proprio appartamento invece che al ristorante più "in" del momento. Naturalmente, anche la cena in casa si esibisce come uno status symbol: la dimora deve essere necessariamente grande e lussuosa, possibilmente già fotografata su "Elle Decor" o in odor di redazionale; l'atmosfera deve essere sempre diversa e singolare; e il gruppo degli invitati deve rappresentare un mix interessante e socialmente utile ai fini del networking, linfa vitale della vita sociale americana. Insomma, a Manhattan un invito a casa per cena non è mai per farsi "due spaghetti" in compagnia, ma sempre un evento mondano che lascia il segno, possibilmente anche nelle cronache social del "New York Times" o di "Town&Country". Una gran dama della high society wasp come Nina Griscom ama ricevere nella sua splendida townhouse in 5th Avenue, interamente disegnata ed arredata con pezzi adesso in vendita nei negozi che portano il suo nome, boutique cult per chi cerca oggetti raffinati per la casa (www.ninagriscom.com). Gli ospiti non sono mai più di 8 e di background sempre diverso così che la conversazione possa essere interessante e mai noiosa: ci sono banchieri come il padre di Nina, il leggendario Felix Rohathyn, la direttrice di una rivista di moda, come la sua amica Pamela Fiori, editor di "Town&Country"), il fashion designer del momento e un'amica "socialite" appena atterrata a Teterboro, l'aeroporto dei jet privati, con il proprio G4 nuovo di zecca dalle Virgin Islands. Cena rigorosamente seduta, a lume di candela, servizio impeccabile e maggiordomo discreto e dal contegno regale. Menù sempre sofisticato ma leggero: un appetizer di salmone e caviale, un'entrée di carne ai ferri con verdure e un sorbetto per dessert. Nina, con eleganza, tesse la tela della conversazione spesso con argomenti di politica internazionale o di alta finanza, quasi come in un talk show mondano, di cui lei non è mai la protagonista ma solo la regista. Gli ospiti sono le star.
Dall'altro lato dell'isola di Manhattan, Downtown, le cene in casa sono di moda, ma il mood è decisamente diverso. Kim Vernon, potentissima pierre di Calvin Klein per 15 anni e ora presidente di Vernon Company, società di consulenza per marchi del lusso (www.kimvernon.com), organizza cene nel suo appartamento nel quartiere alla moda del West Village che hanno il fascino glam e un po' snob di un evento di moda. L'atmosfera, però, è casual, come se fosse una festa di compleanno tra amici. Gli invitati sono sempre una ventina, comodamente sparsi nello spazioso e modernissimo loft arredato in stile minimal ed elegante, punteggiato di opere d'arte contemporanea di cui Kim è avida collezionista. Le candele illuminano l'ambiente di luce soffusa e in sottofondo suona musica jazz, mentre due giovanissimi camerieri che sembrano usciti da una sfilata di Calvin Klein porgono flute di Champagne con algida professionalità. Per inciso, a New York sono molte le agenzie di catering che forniscono modelli/e per feste ed eventi, quasi un must per il party perfetto). Gli ospiti delle cene di Kim sono tutti amici del mondo della moda - fotografi, stilisti, designer, editor - o semplicemente "fashionisti" d'assalto e giovani "socialite" in cerca di paparazzo. La cena non è mai seduta, ma sempre con buffet self service, pur assistiti dai due efficientissimi modelli di cui sopra). Il menù è semplice e divertente: ad esempio, paella e torte al cioccolato. Gli ospiti si dividono in piccoli gruppi, tra i comodi divani B&B Italia o anche semplicemente seduti sul davanzale rivestito delle grandi finestre che incorniciano l'illuminatissimo Empire State Building come una grande fotografia. E dopo mezzanotte tutti insieme a ballare al Bungalow 8, il piccolissimo ma impenetrabile club di Chelsea, di proprietà della regina del nightlife della Grande Mela, Amy Sacco. Pure lei ospite fissa delle imperdibili cene di Kim Vernon.
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