accessori

Pochette preziose come gioielli per Bulgari

Ispirazione vintage per la nuova collezione disegnata da Gian Luca Lera

di Paola Bottelli


Vanessa Friedman, acuta penna di costume del "Financial Times", si è presentata al cocktail con una Vuitton-Murakami, icon-bag del momento, personalizzata con il suo nome dall'artista giapponese. Ma anche a lei sono brillati gli occhi quando ha visto Tosca, la nuova pochette da sera di Bulgari, una special edition a forma di mezzaluna, in raso avorio, tempestata di malachite e diaspro inframmezzati da "virgole" di plastica, e chiusura in smalto.
Tosca è la punta di diamante della collezione disegnata da Gian Luca Lera, 43 anni, livornese, direttore creativo degli accessori Bulgari da un anno e mezzo, dopo essere passato da Fendi, Prada e Valentino. «Ho trovato degli archivi strepitosi – dice Lera – che sono un po' come la pentola zeppa di monete d'oro alla base dell'arcobaleno. Infatti ho preso spunto da vecchi collier anni Settanta per i manici della borsa in pitone lavorata al laser in striscioline, battezzata Chiara, o dalla lavorazione Chevron delle borsine anni Venti per la pochette Shakira, che cercheremo di "piazzare" sul red carpet degli Academy Awards».

La presentazione –condita da una proiezione di frame di celebri film con star sempreverdi come Liz Taylor, Audrey Hepburn e Anita Ekberg – ha obbligato a sgomberare per una sera la grande sala da pranzo, il déhor e la sala del camino del Bulgari Hotel. Come dire: ecco come sfruttare al top per un evento di comunicazione, inserito nel calendario di Milano moda donna, un albergo a cinque stelle di proprietà, che certo non è acqua fresca sul conto economico.
Ma a Francesco Trapani, amministratore delegato del marchio romano, poter organizzare l'ospitalità in un luogo simile è sempre sembrato un vero lusso. Inoltre, Trapani è soddisfatto per l'andamento delle vendite della pelletteria: «Nel 2007 gli accessori hanno sfiorato gli 85 milioni di euro di fatturato, in crescita dell'1,2%a cambi comparabili. Siamo stati penalizzati dal mercato giapponese, che per questo segmento merceologico è il più importante per noi, e che si trova in una fase stagnante. In tutto il resto del mondo l'aumento delle vendite è stato a doppia cifra: sì, anche negli Stati Uniti. E comunque sono particolarmente positivi i riscontri sulla qualità degli accessori, che puntiamo a migliorare ulteriormente con l'apertura della nostra fabbrica di Firenze ».

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