analisi

I CONTI DEL LUSSO
Le previsioni di Hsbc

L'analista Erwan Rambourg: gli europei
non tradiscono i brand d'alta gamma

di Lucilla Incorvati


«Al momento c'è una forte discrasia tra ciò che accade sui mercati finanziari e quanto affermano le aziende del lusso. Come sempre la verità è a metà strada». A parlare così è Erwan Rambourg, analista di Hsbc in questi giorni a Milano per incontrare alcune aziende italiane.

Dottor Rambourg può chiarirci meglio a che cosa si riferisce?
Da un lato c'è un sentiment negativo e la paura di una forte recessione sembra rafforzare ancor di più l'idea che la domanda di beni di lusso sia strettamente correlata alla crescita del Gdp mentre così non è. Le valutazioni hanno raggiunto livelli così minimi che inglobano questo scenario molto negativo. Dall'altro ci sono moltissime aziende, anche tra le vostre italiane, che mostrano risultati positivi con incrementi delle vendite nel 2007 decisamente superiori alla crescita del Gdp e poi in generale tutti hanno forti programmi di espansione.

Dunque, che cosa ci dobbiamo aspettare dall'anno in corso?
Certamente ci sarà una contrazione dei tassi di crescita (da un 14 a un 9% a livello globale) e potrebbe anche verificarsi nell'ipotesi peggiore, che alcune aree oggi molto promettenti, in particolare l'Europa dell'est e l'Asia, potrebbero deludere. Al contrario altre aree (Giappone e Usa) che nel 2007 hanno dato un modesto contributo potrebbero stupire.

In che senso?
Per esempio gli Stati Uniti. Oggi pesano solo il 21% sul totale in termini di vendite e per alcuni marchi europei (da Burberry a Tod's) rappresentano veramente il mercato emergente da conquistare. E poi non trascurerei un altro elemento l'aumento di nuovi ricchi tra le famiglie di origine latina molto sensibili ai beni di lusso. E poi non trascurerei l'Europa occidentale dove i brand del lusso continuano ad avere un forte appeal tra i consumatori.

E tra i titoli quali sono i vostri preferiti?
Tra le italiane sul medio termine ci piacciono Bulgari e Tod's. La prima ha secondo noi il potenziale per diventare la Cartier del futuro perché dopo una serie di investimenti in termini di nuove aperture oggi à pronta per crescere su mercati globali. E poi rispetto a qualche anno fa ha oggi una struttura molto più diversificata, visto che il fatturato deriva per il 40% dai gioielli, per il 30% dagli orologi e per il 30% da accessori, profumi e licenze. Tod's deve ancora raggiungere quella notorietà internazionale che le darà maggiore visibilità ma i fondamentali ci sono tutti. In borsa, pur avendo riportato risultati positivi, è stata penalizzata perché non ha mantenuto le promesse fatte.

Vale a dire?
Che avrebbe venduto più accessori, registrato maggior incrementi nei propri punti vendita e sarebbe cresciuta di più in Asia. Invece, ha venduto di più in Italia e in Europa, il segmento calzature (il vero cavallo di battaglia) è quello che è andato meglio e poi si è venduto di più in punti vendita multibrand.

E a livello internazionale?
Siamo molto positivi con un giudizio di overweight su large cap come Lvmh, Ppr e Luxottica perché proprio grazie alla loro notorietà sono più difensive. In questa fase per esempio Hermès, il titolo del lusso per eccellenza, torna ad essere interessante per un investimento di lungo periodo. Abbiamo rivisto al rialzo anche il giudizio su Burberry (da neutral a overweight).



pagina 1 di 1




Moda
gallery blog
archivio notizie archivio speciali
titoli tags
Yoox MyPrestigium
blog twitter foursquare

 

24luxury: Storia di Valerie, la nuova première dame «rottweiler» che vede Angers dietro ogni tenda dell'Eliseo http://t.co/rM54Attm via @24luxury

18 May, 14:12 |

24luxury: A Londra la regina Elisabetta II diventa icona dell'arte contemporanea http://t.co/IBmRHmCf

16 May, 12:59 |