moda

Il voluttuoso addio del "maestro" Valentino

A Parigi l'ultima sfilata dello stilista: «E ora mi dedicherò al giardinaggio»

di Paola Bottelli



Non l'ha voluta chiamare retrospettiva. Quella sarà riservata al Musée des Arts Decoratifs di Parigi, dove dal 19 giugno saranno in mostra ben duecento abiti tra i più belli dei suoi 45 anni di carriera. Ma per l'ultima passerella dell'amata haute couture, con i cui abiti ha vestito le donne più chic del mondo, Valentino ha preparato ben 74 uscite, voluttuose ed eleganti, che ripercorrono le tappe principali del suo lavoro di couturier.
La sfilata di un vero "maestro" dello stile italiano, ambasciatore del nostro Paese nel mondo, che - dopo avere scritto pagine fondamentali della storia della moda mondiale - diventa da domani un privato cittadino. Ha detto che si dedicherà al giardinaggio: chissà se sarà vero.
Certamente, accompagnato dal fido Giancarlo Giammetti, amico e socio di una vita, che pure si ritira a vita privata, riceverà subito dal sindaco Bertrand Delanöe la Medaille de la Ville de Paris. Un'onoreficenza ovviamente gradita, dopo la Legion d'Honoeur del 2005, così come graditissimo è il film-documentario "Valentino: l'Ultimo Imperatore" diretto e prodotto da Matt Tyrnauer, inviato del magazine americano "Vanity Fair". Il film, girato per due anni dal luglio 2005, sarà presentato da aprile in alcuni festival internazionali con galà ed eventi speciali.
Ora il timone passa nelle mani di Alessandra Facchinetti, presente al defilé. Sulle sue spalle, il peso di sostituire un mostro sacro della moda.

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