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Spiazza tutti quando, invitato a citare un personaggio di riferimento al quale pensa quando crea il suo stile, parla di Paul Bettany. Rapida consultazione tra i giornalisti di moda: chi diavolo è?. Poi la cinefila rammenta: ma certo, il monaco albino del "Codice da Vinci". Non proprio un attore di primissimo piano, ma sicuramente una figura originale nel panorama cinematografico. Ecco a voi Lars Nilsson, svedese di Stoccolma, 41 anni portati da ragazzo anche se un po' stempiato, occhio azzurro vacuo tipico dei miopi, pacato ed educatissimo, giacca e gilet sartoriali ma pantaloni in cotone un po' troppo stropicciati, un bell'Omega dello zio al polso, per la serie very normal people. E' lui che Tonino Perna, presidente di It Holding, ha chiamato per sostituire Gianfranco Ferrè, uno dei mostri sacri della moda made in Italy. Nilsson si presenta di primo mattino nel quartier generale di via Pontaccio per raccontare il "suo" Ferrè: «Lusso discreto, abiti con dettagli tailor made, un artigianato contemporaneo». Accompagnato dal nuovo amministratore delegato, Michela Piva, chignon fermato da una bacchetta giapponese, giacchino in pelle traforata al laser color caramello con ampi pantaloni in seta della stessa tonalità, lo stilista (che ha iniziato da Lacroix, è passato da Dior con Galliano e da Ralph Lauren, ed è poi stato nominato direttore creativo prima di Bill Blass e infine di Nina Ricci) ha presentato silhouette impeccabili, con spalle morbide oppure più strutturate. «E' un lusso discreto», ha precisato, raccontando che saranno organizzati dei trunk show in giro per il mondo dove sarti e calzolai raccoglieranno gli ordini di un vero su misura. Nella collezione anche una giacca da 350 grammi interamente fatta a mano («Poche prime linee lo fanno davvero», ha detto Piva), e cravatte dodici pieghe dove «neppure una cucitura è fatta a macchina».
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