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Pareti curve laccate in grigio che si restringono verso il centro dello spazio. Pavimento rivestito in moquette che si libra fino al soffitto. Una serie di nicchie asimmetriche in vetroresina retroilluminata che contengono borse, scarpe, occhiali e bijoux. Si inaugura oggi a Milano, in via della Spiga, il primo monomarca Marni completamente dedicato agli accessori: concept di Sybarite e, naturalmente, Consuelo Castiglioni, la designer milanese amata dalle signore sofisticate di tutto il pianeta. Schiva e riservata, lunghi capelli castani, fisico da adolescente, Consuelo farà gli onori di casa insieme con il marito Gianni Castiglioni, 53 anni, "anima" imprenditoriale dell'azienda, che chiuderà il 2007 in forte crescita.
Castiglioni, quale sarà il giro d'affari del 2007?
Intorno a 115 milioni di euro, in aumento del 30% rispetto all'anno precedente. Anche la redditività sarà interessante.
Continuerete a viaggiare su questi ritmi?
Ci proviamo, anche se non è semplice. Però la nostra strategia è improntata alla filiera integrata, cioè al controllo diretto della produzione e della distribuzione in tutti i segmenti merceologici.
Una strategia vincente…
Direi proprio di sì. Certo è più complesso, perché ci sono dei prodotti in cui entriamo in concorrenza con dei colossi: penso ad esempio agli occhiali.
E sugli accessori?
Questo segmento rappresenta circa un terzo del totale del fatturato e finora era inserito nei nostri negozi. Ora, soprattutto negli Stati Uniti e in Giappone, apriremo degli spazi ad hoc all'interno dei department store: fra poco, ad esempio, in alcuni Neiman Marcus. Naturalmente al pianoterra, il "livello" giusto per gli accessori di lusso.
Quanti ne aprirete?
In due anni almeno 15. Ma in Italia nessuno oltre Milano.
Per voi i margini degli accessori sono più alti?
Simili a quelli dell'abbigliamento, se si gestisce direttamente tutta la catena dalla produzione al dettaglio. Infatti abbiamo acquistato un calzaturificio e gestiamo la realizzazione di borse e piccola pelletteria con un laboratorio milanese.
E gli occhiali?
Sono prodotti con il supporto di laboratori esterni, però con gestione diretta.
E altri monomarca Marni sono previsti nel piano di sviluppo?
Sì, soprattutto in Medio Oriente e in Cina: nella Repubblica popolare abbiamo un negozio a Shanghai, tre a Pechino e uno a Chendu, ma ne inaugureremo 2-3 entro la fine dell'anno prossimo. Tra l'altro in Cina abbiamo raggiunto il breakeven con una rapidità sorprendente.
Sul mercato circolano rumor di corteggiamenti piuttosto insistenti da parte dei fondi di private equity…
Non posso nasconderlo, ma siamo un'azienda familiare in grande armonia e preferiamo rimanere così: riusciamo a finanziare la crescita con le nostre forze e questo ci basta.
E i big player del settore non hanno mai bussato alla vostra porta?
Abbiamo rapporti privilegiati con tutti, visto che con un'altra azienda di famiglia, la Ciwifurs, realizziamo le pellicce per quasi tutti i grandi marchi. Ma, ripeto, per il momento a vendere proprio non pensiamo.
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