Francesco Trapani (bulgari)

«Il plus è saper creare
squadre davvero vincenti»

Per l'ad del marchio romano è anche indispensabile trovare persone capaci di muoversi in ambiti multiculturali

di Paola Bottelli

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Tags: lusso, Tokyo, Roma, management, azienda



«Sofisticato. Per me il management nel settore dei beni di lusso è ormai molto sofisticato». Va un po' in controtendenza Francesco Trapani, amministratore delegato di Bulgari. Romano, cinquant'anni, azionista con il 4,4% del marchio nato nella gioielleria e ormai ampiamente diversificato,Trapani è impegnato sui progetti giapponesi del prossimo mese: l'inaugurazione di un flagship store a Tokyo Omotesando il 2 novembre e della Bulgari Tower a Ginza, sempre nella capitale giapponese, dieci piani di vendita e uffici. Oltre che sull'apertura, tra pochi giorni, del primo store dedicato esclusivamente agli accessori, in via Condotti a Roma.
«Considerando che il mercato del lusso è caratterizzato da lunga data dalla presenza sia di grandi gruppi multibrand sia di grandi marchi indipendenti quotati in Borsa - dice Trapani - il management si è evoluto per poter gestire realtà aziendali sempre più complesse. Noi abbiamo fatto innesti da altri settori, con risultati positivi: abbiamo assunto dalle telecomunicazioni, dall'automotive e dai beni di consumo. In tutti i casi queste persone hanno significato per l'azienda un notevole arricchimento in termini sia professionali sia di capitale umano».

Con un mondo sempre più globalizzato e il conseguente crescente peso di consumatori con caratteristiche differenti da quelli tradizionali, potrebbe essere necessario lo sviluppo di nuove professionalità, tutte da creare. «Secondo me - aggiunge Trapani – non si tratta tanto di un problema di professionalità, quanto piuttosto di competenze: se, infatti, è semplice reperire sul mercato le figure più "tecniche" e quindi meno legate alla definizione generale delle strategie e degli obiettivi, è invece diventato sempre più importante disporre di manager in grado di creare squadre vincenti e capaci di gestirle in modo motivante e coinvolgente».
Sembra incredibile, ma c'è ancora all'orizzonte il problema delle lingue straniere, magari arabo, russo, cinese. «Poiché – conclude l'a.d. di Bulgari - i principali marchi del lusso operano a livello mondiale, è anche indispensabile trovare persone in grado parlare le lingue o di muoversi in ambiti multiculturali con una visione realmente internazionale del business».

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