renzo Rosso (Diesel)

«Spesso il sistema Paese
non attira i talenti stranieri»

Il patron della Diesel crede nella dedizione, nella passione e nella capacità di reinventarsi

di Paola Bottelli

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3.0
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Tags: moda, Milano, management, azienda



«In alcune occasioni, figure professionali straniere in perfetta linea con il nostro brand e molto attratti della nostra azienda, hanno rinunciato a entrare in Diesel perché le famiglie non vogliono trasferirsi in Italia. Un vero peccato». Renzo Rosso, veneto, 52 anni e sei figli, è il vulcanico creatore di uno dei marchi di punta del made in Italy. Rosso ha appena concluso un'accordo di licenza esclusiva per una linea di moda bimbo disegnata dall'estroso John Galliano e ha continuato a lavorare nonostante un intervento chirurgico a una spalla, lesionata durante una delle adorate partite calcetto («faccio finta di essere sempre giovane», scherza). Il 24 ottobre sarà special guest del World Business Forum di Milano.
Parlando di management, sono proprio i limiti del sistema-Paese i primi ad affiorargli nella testa: sarà la politica italiana, derisa dai media stranieri, oppure le note carenze del sistema scolastico, chissà… Quel che è certo, spiega, è che «la nostra azienda da sempre si assicura una buona parte della sua forza dall'internazionalità del proprio personale, in tutte le aree, a tutti i livelli. Crediamo molto nella diversità: culture, metodi, attitudini, menti. Le esperienze di ognuno, le più disparate, producono confronto, nuovi punti di vista, innovazione, creatività. Monitoriamo e ricerchiamo in tutto il mondo. E ci è capitato appunto di sentirci rispondere un inatteso no».
Nel mondo della moda Rosso è stato fra i primi - se non il primo in assoluto – a cercare nel serbatoio di settori non contigui: qualche anno fa, ad esempio, assunse un executive dalla Disney. In quali settori cerca ora? «Non ci sono - risponde - settori specifici: il requisito fondamentale è l'attitudine, la predisposizione. E' necessario, però, che siano in linea con la nostra filosofia. Non importa da quale settore o a quale gradino della scala gerarchica, l'importante è che sappiano entusiasmarsi, portare aria nuova e credere fortemente nell'azienda e in ciò che fanno».
Una dedizione totale alla causa, insomma. Indipendentemente dalle mansioni. «Credo - conclude - nella capacità di reinventarsi e adattare i propri talenti ad altri stimoli. A volte fa bene cambiare linguaggio e spesso fa nascere tanta passione…e in Diesel di questo ci nutriamo».

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