Nuovi viaggiatori

Curioso, generoso e web-dipendente: identikit del turista del vino

Apps e social network dedicati, spese di viaggio più alte della media, integrazione con il territorio: un convegno fa luce su opportunità e sfide dell'enoturismo

di Federico De Cesare Viola

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Tags: vino, turismo, vigneti, web, smartphone, tablet


Italiano, con un'età compresa tra i 30 e i 50 anni, viaggia in coppia o con un gruppo di amici, è un appassionato di internet, smartphone e apps e pianifica le sue vacanze in autonomia sul web: è questo il perfetto identikit dell'enoturista, stando all'indagine CST – Movimento Turismo Vino "Il volto dell'enoturista oggi", condotta sulle oltre mille cantine che fanno parte del Movimento e diffusa nella Conferenza Internazionale dell'Enoturismo di Perugia. A prevalere sono ancora gli uomini (il 61,3%) e sono ancora i turisti italiani (il 62%), ma è quel 38% di stranieri a spendere di più: secondo quanto riportato dalle aziende, su una spesa media di 50 euro in cantina (che può arrivare anche a 100 euro a visita) il turista straniero è nel 65% dei casi più propenso a spendere per portare a casa i prodotti del territorio che visita.
Aggiungendo i costi del pernottamento e le altre attività si arriva a una spesa media procapite giornaliera di 193 euro, come confermato dal Censis, una cifra ben al di sopra della spesa media nazionale (90 euro).
È maggio il mese preferito dagli enoturisti (38% degli intervistati) ma non è solo nel weekend (45% contro il 55% dei giorni feriali) che le cantine diventano la meta preferita per una gita turistica. Si conferma inoltre il binomio vincente turismo-vino. La vacanza enoturistica è spesso abbinata alla visita giornaliera dei luoghi circostanti, a riprova che esiste un importante segmento di pubblico che intercetta un'offerta integrata (cultura, eventi, sport) dei territori.
«Questo tipo di offerta costituisce un asset strategico – ha dichiarato la presidente del Movimento Turismo Vino, Chiara Lungarotti - sul quale è indispensabile puntare per sfruttare appieno le potenzialità di crescita dell'enoturismo, che ad oggi sono solo al 20%. Occorre perciò che tutti gli attori, pubblici e non, accelerino il passo per valorizzare in maniera globale i territori italiani, abbinando patrimonio culturale, eventi di promozione, qualità della produzione enologica e turismo ambientale».

Qual è però l'attività preferita dei visitatori? Per il 90% è la degustazione dei vini, abbinata (81%) alla visita guidata dell'azienda e della cantina. Per oltre la metà del campione anche la visita ai vigneti e l'assaggio di prodotti del territorio rappresentano un grande richiamo. Tra i principali eventi vitivinicoli l'appuntamento Cantine Aperte registra il maggior riscontro di pubblico, con una conseguente ricaduta positiva sulle aziende che partecipano.
Per scegliere dove andare e cosa degustare, in ogni caso, il turista del vino fa da sé e smanetta sul suo smartphone 6 volte di più della media nazionale, confrontando offerta, prezzi e qualità in tempo reale. 2 clienti su 3 scelgono l'itinerario e la visita in cantina da soli sul web, un valore sei volte superiore alla media nazionale, secondo cui solo il 10,6% dei turisti utilizza il web per informarsi sulla vacanza (dati 2010 Osservatorio Nazionale del Turismo), e in continua crescita, con una percentuale raddoppiata in un solo anno (da 5,3% del 2009 a 10,6% nel 2010).
Il web è considerato il canale informativo più autorevole per la scelta della destinazione turistica, preceduto solo dalla personale esperienza pregressa e dal passaparola (Indagine Isnart sui comportamenti turistici degli italiani 1° semestre 2011) ma anche lo strumento più prezioso per la promozione dell'enoturismo, attraverso siti web integrati con social media, blog, viral sulla rete, applicazioni per smartphone e tablet.

Tra le nuove applicazioni presentate c'è il social network Movinclick, una sorta di Facebook enologico con tanto di "tasting note" sulle bottiglie preferite da poter condividere, e con la possibilità di definire il proprio "stato sentimentale" col vino e di avere un avatar personalizzato a seconda della categoria di appartenenza (appassionati, produttori di vino, operatori del food, giornalisti e tecnici) per individuare facilmente gli enonauti con cui mettersi in contatto.
Per quanto riguarda la "realtà aumentata" e le sue applicazioni nel mondo digitale del vino, ci sono virtuosi esempi italiani. Come l'app Cantine Aperte 2011 FVG per iPhone, con cui basta inquadrare l'orizzonte per vedere sullo schermo le cantine presenti nel raggio di qualche chilometro, cliccare sui punti di interesse e accedere a approfondimenti, mappe e guida a tutti i vitigni del Friuli Venezia Giulia.

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