Viaggi

Controlli le mail anche in spiaggia? Con le vacanze "digital detox" ci si libera dalla dipendenza da connessione

L'ente del turismo di St Vincent e Grenadine lancia un nuovo pacchetto con tanto di life coach. E sempre più hotel fanno sconti a chi lascia lo smartphone in cassaforte

Per staccare, come si dice, non basta la mera intenzione di prendersi una vacanza. Chi, anche in una spiaggia esotica e lontanissima sia da casa che dal lavoro, non ha mai preso in mano lo smartphone o il cellulare per controllare se erano arrivate nuove mail o anche semplici messaggi? Le nostre vite iperconnesse fanno sempre più fatica ad abbandonare gli aggeggi hitech che le dominano. E l'overdose è dietro l'angolo. A parte i gravi casi che richiedono cure specialistiche (da poco, per esempio, al policlinico Gemelli di Roma è stato inaugurato un nuovo centro dedicato a chi soffre di dipendenza da internet), per cercare di ritirarsi dai diktat del nuovo villaggio globale si può fare una vacanza all'insegna del "digital detox". Perché le tossine non sono più solo quelle contenute nel cibo e nell'aria. Ma sono generate anche dal nostro attaccamento alla nostra vita digitale.

Hotel e centri benessere, specie negli Stati Uniti, hanno capito che il digital detox è una nuova specie di gallina delle uova d'oro. Soprattutto perché i più afflitti dalla compulsività sono gli high spender, i clienti più facoltosi. Via Yoga, azienda di Seattle, è specializzata addirittura in viaggi di lusso dove si fa yoga o surf e offre il 15% di sconto a chi consegna i propri apparecchi di connessione all'arrivo. L'Hotel Monaco di Chicago unisce un soggiorno nella sua "Tranquillty Suite" a un "Technology Break".
Ma ora è un intero Ente del turismo nazionale, delle isole caraibiche St Vincent e Grenadine, a lanciare un pacchetto: si tratta della "De-tech Holiday", sette notti a partire da circa 3500 euro. Che funziona così: si arriva in aeroporto e si riceve un libro su come vivere senza telefonini e tablet. Poi, si consegnano al concierge tutti i beni digitali, che verranno messi sotto chiave fino alla fine della settimana, e si incontra una life-coach che spiega come riprendersi la propria vita reale e soprattutto non cedere alla tentazione di controllare se la lucetta rossa del BlackBerry lampeggia.

Poi, il soggiorno vero e proprio: tre notti si passano in un resort di Young Island, altre quattro in una struttura di Palm Island. Nelle stanze non c'è neppure la tv, in spiaggia nessuna connessione wireless. E se prorpio non si resiste, basta pagare un po' di più che la life coach ti seguierà in ogni per superare ogni moemnto di profonda tentazione. I consigli del life coach, in realtà, possono far bene anche a chi resta a casa: «Spegnere gli strumenti tecnologici almeno un'ora prima di andare a letto per un riposo più tranquillo; impostare l'out of office per le mail e un messaggio vocale per il cellulare per rilassarsi durante la serata; se lo switch off mette ansia provare a scrivere una lettera tradizionale. Ancora, concedersi del tempo per ascoltare le proprie sensazioni e essere presenti all'attimo che si vive; fare una lista di ciò che si ama o si amava fare, ora accantonato, e provare a rifare quelle attività», si legge nella nota dell'Ente del Turismo.
Che ha lanciato quest'offerta dopo aver condotto una ricerca dalla quale è risultato che il 26% del campione intervistato trascorre oltre 5 ore al giorno utilizzando dispositivi tecnologici, compreso il cellulare; il 40,8% concorda sul fatto che questi strumenti accrescono lo stress nelle relazioni personali; il 48,7% è così dipendente dai mezzi di comunicazione da non riuscire a ignorare un messaggio o una mail; il 44,8% pensa che la propria concentrazione sia compromessa dall'impossibilità di focalizzarsi su una sola attività per volta; il 38% dichiara che può resistere una sola giornata o anche meno senza utilizzare cellulari o altri dispositivi; l'82% sostiene di sentirsi insicuro, fuori dal mondo e addirittura spoglio senza i propri apparecchi te cnologici.

Dati che cadono stranamente a puntino per il lancio di una nuova offerta? In realtà sono molti altri gli studi che confermano queste percentuali: uno di American Express, per esempio, ha dimostrato che il 79% dei viaggiatori vuole restare connesso anche in vacanza. Un altro, fatto da Osterman Research per una compagnia di software texana, la Neverfail, ha dimostrato che più di un terzo delle persone intervistate controlla le mail anche mentre fa attività che richedono piena concentrazione come sciare, andare in bici o a cavallo. E una recente ricerca dell'università di Worchester, che ha preso in esame 100 utilizzatori di smartphone, ha dimostrato che il 37% degli adulti e il 60% degli adolescenti si dimostrano dipendenti dagli apparecchi. (Ch. B.)

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