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Smart foodDa Rosario una Fregene felliniana e il gusto ritrovato dello spaghetto con le tellineGrandi crudi, vini biodinamici e sguardi sul mare dalle finestre firmate Nervi di Federico De Cesare Viola |
Tags: Fregene, Federico Fellini, ristorante, spiaggia, legno, tramonto, ostriche, mare, telline, Champagne, Franciacorta, Borgogna, Alsazia, Alto Adige, Friuli, Campania
Sono lontani i tempi in cui Alberto Sordi, nei panni dello Sceicco Bianco, si dondolava tra i monumentali arbusti della pineta di Fregene. La spiaggia che fece innamorare Federico Fellini, ben più della "sua" Romagna, ha perso parte del fascino selvaggio – fatto di dune e capanne di pescatori – che aveva mezzo secolo fa, quando l'alta borghesia romana la elesse a seconda casa per le vacanze estive.
Di immobile, in questi anni, c'è stata solo la ristorazione, troppe volte pigra, approssimativa e abitudinaria. Ecco perché un ristorante capace di voltare pagina tutto in una volta da anni di indigesti fritti misti e malcelati surgelamenti è di per sé una gran notizia e una piccola rivoluzione.
Siamo sul Lungomare di Levante. Di giorno la veste è quella dello stabilimento balneare (Albos Club, molto curato e, anche nell'offerta del lunch, ben oltre la media), di sera, al primo piano di una tipica struttura anni '50, quella da romantico ristorante a lume di candela con una veranda/terrazza che affaccia direttamente sulla spiaggia. Una sala interamente di legno, dal sapore antico (sarebbe piaciuta al maestro riminese per il suo candore e la sua trasparenza) con pochi, sobri tocchi: una vecchia credenza, lampadine nude che scendono sui tavoli, bellissime (la firma è dell'architetto Nervi) finestre di legno senza soluzione di continuità, che all'ora del tramonto lasciano che la luce colori i tavoli e i listoni del pavimento.
Qui Rosario Malapena, cinque anni fa, ha scelto di dar forma precisa alla sua idea di ristorazione: pochi coperti, una materia prima esclusivamente locale senza compromessi sulla qualità e una carta dei vini fuori dagli schemi. Dalla sua parte, l'esperienza della pescheria di famiglia. Esordi faticosi, per usare un eufemismo. Poi una lenta ma costante evoluzione. E oggi un'identità compiuta e premiata da un pubblico trasversale che può venire anche a Fregene, finalmente, per assaggiare un pescato tra i migliori del litorale.
Il menù è giocoforza cangiante, a seconda della stagione e della generosità del mare. Sarà Rosario stesso – aiutato dalla compagna e bravissima padrona di casa Cristina Sebastiani – a raccontare i "trofei" della giornata («il mio unico momento di fanatismo») e i pochi piatti in carta, altro indizio positivo. La materia prima è davvero a chilometro zero, presa nella maggior parte dei casi da barche di pescatori fidati.
Va da sé che i crudi - tartare e ostriche, gamberoni e ricci di mare - qui sono un must. Così come gli spaghetti, voluttuosi e sempre perfetti nella mantecatura, quale che sia la declinazione: con le seppioline locali (e bottarga al profumo di Amalfi), con i ricci di mare ma soprattutto con le telline, un privilegio per pochi e un sapore che vi farà tornare con la mente ai pomeriggi d'infanzia, quando di questi molluschi, sul bagnasciuga, si riempivano interi secchielli.
Altro rito, quando disponibile, è il padellozzo di cannolicchi, dove affondare il pane, tutto fatto in casa. In alternativa ci sono i moscardini fritti con salsa di finocchi e mostarda di clementine piccante o la fresca insalatina di polpo verace con melanzane e menta. Al capitolo secondi, prima si sceglie il pesce e poi la cottura: ad esempio le pezzogne in panura con battuto di pomodoro alla mediterranea. Il semifreddo alla nocciola è il consiglio per concludere la cena.
La carta dei vini – annunciata da celebri aforismi sul tema – è il risultato della passione di Rosario per le bollicine e per la filosofia biodinamica. Ecco allora, pagina dopo pagina, grandi Champagne di piccole maison, Franciacorta e Oltrepò, Borgogna e Alsazia, Alto Adige, Friuli e Campania. Con molte chicche dal resto del mondo. E sempre meno spazio – ci conferma con fierezza il patron – a etichette ruffiane da "amarcord" che nessuno rimpiange.
Il piatto: linguine con crostacei, asparagi e peperoni del piquillo.
Il vino: Monsupello Brut Rosé.
L'oggetto: le finestre disegnate da Pier Luigi Nervi.
Prezzo medio: 60 euro
Albos Club Rosario Ristorante
Lungomare di Levante, 54
Fregene (RM)
tel. 06 66560539
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