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Duty freeFari, silenzio e delfini sul mare di Dugi OtokL'isola croata, rifugio perfetto per chi cerca pace e natura, custodisce anche luoghi insoliti come rimesse per sottomarini di Chiara Beghelli |
Pare ci sia una lunga lista d'attesa per prendere il posto di Zvone, l'attuale guardiano del faro ottocentesco di Veli Rat, a conferma che l'isola di Dugi Otok è rifugio non solo di falchi e delfini, ma anche di indoli contemplative. Sul centinaio di km quadrati di quest'isola dal mare maldiviano al largo della costa di Zara, colonizzata da romani, turchi e veneziani, vivono in tutto 3mila persone, stipate, si fa per dire, nella decina di paesi che punteggiano la costa orientale.
Se divertimenti d'ispirazione adriatica non se ne trovano, su Dugi Otok abbondano però boschi di pini, uliveti secolari e sentieri perfetti per la mountain bike. Uno di questi porta verso la baia di Telascica, parco incontaminato con isolotti, resti di una ricca villa romana, scogliere bianche alte oltre cento metri a picco sul mare e il laghetto di Mir con le sue acque salatissime e benefiche. Un'antica tradizione di saline dà il nome anche al centro principale dell'isola, Sali, dove merita una visita la chiesa di Santa Maria Assunta, dall'aspetto barocco ma con tracce di antichi e devoti pescatori che nel Cinquecento tracciarono il profilo di due navi su una parete.
Più a nord, nel paese di Savar, si trova un edificio sacro ancora più vecchio, risalente al settimo secolo e dedicato a San Pellegrino, mentre le fondamenta di misteriose chiese come quella che la gente del posto chiama "Crkvina", sono sparse un po' per tutta l'isola, anche in mezzo a campi di papaveri. E anche se trovare un cocktail fatto bene è una rarità, i tocchi di eccentricità non mancano, soprattutto nella zona della baia Pantera, a nord, dove si può fare snorkeling fra il relitto di una nave e visitare vecchie rimesse di sottomoarini. Il vicino paese di Bozava è quello che vanta più hotel (quattro) - dignitosissimi ma caratterizzati da un certo gusto per i fiori finti e i vassoi di acciaio pieni di pescato in bella mostra - e più trattorie che offrono la tipica Peka. Tenete conto, però, che nel faro di Veli Rat ci sono due appartamenti che si possono affittare (www.adriatica.net) e che il guardiano sa cucinare anche un ottimo pesce. E l'incombenza sociale di sedersi al ristorante è così scongiurata.
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