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A Groninga tira aria di design (e molto italiano)

Musei, hotel e ristoranti della città olandese dove il passato mercantile convive con la creatività contemporanea

di Chiara Beghelli

La Siena d'Olanda, l'ennesima Venezia del Nord…E' difficile capire perché città dall'identità così spiccata come Groninga vengano trasformate in emulazioni, perlopiù pallide, di altre. Città anseatica e diventata ricca grazie al monopolio sul commercio del grano, con un'università antica e titolata, è stata ferita mortalmente dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Tuttavia, invece di rimpiangere il passato ha investito con passione nel futuro, motivo per cui le case dei mercanti dai mattoncini rossi oggi confinano con arditi edifici d'architettura contemporanea, in un connubio che attraversa tutta la città.

Il mezzo migliore per arrivare è il treno e quello per girare è la bici, anche perché fin dagli anni Settanta il centro è vietato alle auto. Una passeggiata da un lato ("Hoge") e dall'altro ("Lage") "der A" è un'esperienza romantica, soprattutto con le barche adagiate nel canale per l'inverno. Dopo un'eventuale sosta nei bagni pubblici firmati da Rem Koolhaas e Erwin Olaf su Reitemakersrijge, continuando sul Praediniussingel si cambia nettamente atmosfera con il Museo della città (www.groningermuseum.nl), rinnovato nel 1994 con nuovi padiglioni da Alessandro Mendini e Philippe Starck e che custodisce ecletticamente reperti archeologici, dipinti fiamminghi, porcellane cinesi e installazioni concettuali. A dicembre sono stati inaugurati altri tre nuovi spazi, firmati da alcuni dei designer più celebri del momento, cioè lo Studio Job (è loro la reception che sembra un gentlemen club dell'800), Jayme Hayon e Marteen Baas, che ha progettato il ristorante Mendini dove ogni arredo è un pezzo unico e si fanno ottimi spuntini, magari con i gamberi con maionese al basilico e le orecchiette al tonno, aglio e spinaci.

Per un pasto più complesso è meglio spostarsi verso il centro città e prenotare al Bistro ‘T Gerecht, dove si inizia con un'ottima bistecca di frisona e si finisce con ananas caramellato e marshmallows di pistacchio. Nella vicina Piazza del Mercato si trova la quattrocentesca Torre Martini, simbolo della città come la Goudkantoor, l'antico "Ufficio dell'Oro" con una bella facciata barocca e oggi ristorante piuttosto anomimo: a uno dei suoi muri si appoggia il complesso contemporaneo della Waagstraat, con il quale negli anni Novanta Adolfo Natalini ha egregiamente ridato vita a una zona in decadenza. Per fare shopping fra mobili, libri e delicatessen varie è perfetta la Folkingestraat, con i suoi negozi un po' hippy, mentre sulla Herestraat si trovano quelli più istituzionali. Anche per gli alberghi l'ormai familiare binomio cittadino si ripropone: la Schimmelpenninck Huys è una piccola casa patrizia del Seicento, mentre l'Asgard Hotel , aperto nel 2007, è uno spazio di design contemporaneo dove si organizzano anche mostre fotografiche. Se poi doveste organizzare una festa improvvisa, si possono sempre affittare le sale del Museo della città. Altro che Venezia, qui siamo decisamente in Olanda.

L'appuntamento con Duty Free è ogni settimana nella Domenica del Sole 24 Ore.

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