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Duty FreeQuella Barcellona ancora da scoprire fra le colline e il mareItinerario poco turistico fra il monte Tibidabo e il barrio marino della Barceloneta di Chiara Beghelli |
Tags: Barcellona, Baleari, Olimpiadi, Frank O. Gehry
Le bancarelle di fiori e le statue viventi sulle Ramblas, i cortili oscuri del Barrio Gotico, le lampade folli di Casa Batllò…Come ogni città da weekend, anche Barcellona può essere ridotta alle "10 cose da non perdere", tanto che non è raro imbattersi in qualcuno che come guida si porta solo tre paginette scaricate da internet. Tuttavia, non si è ancora trasformata in luogo di "slogan da surgelati" (come temeva uno dei suoi vati letterari, Manuel Vázquez Montalbán), soprattutto se si lasciano i percorsi strabattuti per spostarsi verso zone di confine, per esempio il monte Tibidabo e il barrio della Barceloneta. Geograficamente opposti - il primo è una collina di 500 metri alle spalle della città, vista stupenda e che arriva fino alle Baleari, mentre le case del secondo sono quelle più di tutte si avvicinano al mare - i due quartieri lo sono anche sociologicamente: fra i boschi del Tibidabo le famiglie più benestanti vivono in ville Liberty, mentre la Barceloneta è fin dal Settecento il quartiere del porto, con relativa, oscura fama trascinata almeno fino al 1992, quando le Olimpiadi portarono un po' di rinnovamento piazzandoci anche un'opera (il Peix) di Frank O. Gehry.
Se il dislivello vi spaventa (eppure ciclisti e camminatori non mancano), la vetta del Tibidabo si può raggiungere prendendo la nostalgica Tramvia Blau e poi la Funicolare, attiva dal 1901, anno in cui sulla sommità del monte venne inaugurato il parco giochi che oggi è il più antico di Spagna. I circa 25 euro dell'ingresso valgono soprattutto per vedere le attrazioni d'inizio Novecento, come la casa degli specchi e il museo degli autòmates, sorta di robot che incantarono anche Walt Disney. L'aria dolce della borghesia catalana si respira anche nel vicino Grand Hotel La Florida, edificio del 1925 dove hanno dormito anche Hemingway e varie star hollywoodiane. Tutt'altra atmosfera c'è fra le strade strette e decorate da chili di bucato della Barceloneta: entrate nelle botteghe o andate a mangiare pesce fritto e cocina del mercado, soprattutto da Can Majò e da Can Solè. Appena fuori dai vicoli si apre la spiaggia con i suoi chiringuitos e l'enorme vela lucente del design hotel W, opera di Ricadro Bofill, simbolo di come l'evoluzione urbanistica del barrio sia ancora in corso. Per i turisti con le tre pagine di guida sarebbe tutto piuttosto "pittoresco". Ma per fortuna da queste parti non se ne vedono ancora molti.
L'appuntamento con Duty Free è ogni settimana nella Domenica del Sole 24 Ore.
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