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CaraibiA Hermitage Bay il lusso è una fattoria di manghiBasta con i bagni di marmo: il resort di Antigua stupisce i suoi ospiti con il legame con natura e territorio di Marta Casadei |
Se il relax psico-fisico è una delle chimere del Terzo Millennio, il boutique resort The Hermitage Bay, sulla costa orientale di Antigua, è senza dubbio il posto giusto per inseguirla. La sua forza sta nella bellezza del luogo – incontaminato, quasi selvaggio – dove il resort è stato costruito tra il 2005 e il 2007 e nella possibilità di poter vivere una settimana a stretto a contatto con il lato più vero dei Caraibi. Niente costruzioni invasive, personale quasi completamente locale, ottimi rapporti con chi vive nelle vicinanze. Il resto è una macchina dagli ingranaggi sofisticati che funziona per soddisfare il cliente. Sempre che non si ritenga già soddisfatto semplicemente uscendo dalla propria suite e guardando il mare dalla baia, racchiusa tra due promontori fitti di vegetazione: sabbia bianca e acqua blu cobalto sono già di per sè sinonimo di profondo relax.
Dietro questo resort da 25 suites, divise tra la spiaggia e la collina e circondate da 57 ettari di giardini, un progetto da oltre 10 milioni di dollari, c'è il piglio deciso di Andy Thesen: fino al 2003 ha lavorato nel cuore della finanza londinese, in un fondo di private equity; il cambiamento di rotta nella sua vita professionale ha coinciso con la creazione dell'Hermitage Bay, per lui «praticamente un figlio, che io e il mio socio (Andrew Michelin, ndr) abbiamo voluto curare nei minimi dettagli». E che, a quanto pare, è destinato a rimanere figlio unico: «È una creatura da portare al massimo livello – continua – e questo basta».
Il concetto di lusso a cui Thesen si è ispirato nel dare vita al resort è semplice e va al di là del comune pensare: « I viaggiatori luxury non rimangono impressionati dai bagni di marmo perché ne hanno già visti fin troppi – dice Thesen –, ma vogliono trovare qualcosa di diverso, di nuovo e di unico». All'Hermitage Bay si può gustare una cena realizzata dallo chef Dezi Banhan: piatti che mixano la tradizione culinaria caraibica con le suggestioni internazionali e garantiscono prodotti freschissimi. Le verdure vengono coltivate nell'orto dell'Hermitage, a pochi passi dalla spiaggia; il pesce viene da Antigua. Per gustare la frutta tropicale migliore – e farsi una cultura in proposito – basta poi farsi accompagnare in una fattoria nelle vicinanze: «Ad accogliere chi arriva c'è questo ragazzo smagrito che in realtà sa davvero tutto sulla frutta tropicale – dice Thesen - ed è una guida perfetta. Credo che sia bello tornare a casa da un viaggio ai Caraibi e non solo dire "ho mangiato un mango", ma sapere anche dove e come cresce».
Il resort ha una Spa di altissimo livello - nel 2008 segnalata nella "hot list" di Condé Nast Traveller – dove lasciarsi cullare da trattamenti ad hoc, anche grazie alla linea di cosmetici luxury Dorissima, oppure concedersi un'ora di yoga o di pilates direttamente a contatto con la vegetazione. L'anima eco dell'Hermitage Bay è molto forte: le costruzioni sono stare realizzate il più possibile in armonia con l'ambiente circostante; i colori e materiali imiegati sono naturali – non c'è traccia di vetro – e il resort utilizza misure per il risparmio energetico.
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