Scelti per voi

Salento, i dieci luoghi da non perdere in attesa della Taranta

Spiagge, paesi, hotel e ristoranti: la nostra guida per vedere il tramonto sullo Jonio e l'alba sull'Adriatico

di Evelina Marchesini

Rating:
2.3
Rating 2.3

Tags: mare, Salento, Adriatico



Di giorno fare il bagno nel mare limpido e blasonato da diverse Bandiere blu, scegliendo tra spiagge o scogliere a picco; nel pomeriggio e la sera girovagare per i centri storici o le cripte bizantine, perdendo un po' l'orientamento tra viuzze e monumenti di pietra leccese. In attesa della Notte della Taranta - manifestazione che ha portato il Salento sulla ribalta internazionale e che quest'anno avrà luogo dal 13 al 26 agosto, con il concertone finale di Melpignano) - e delle sagre di paese che celebrano la famosa "pizzica" salentina, abbiamo percorso per voi e provato di persona un itinerario che consente di vedere il tramonto sullo Jonio e l'alba sull'Adriatico. Con dieci luoghi da non perdere.

1. Porto Cesareo, la via delle pescherie
Vietato ai vegetariani, ma luogo emozionale per la pulizia, la varietà, la freschezza del pesce di casa nostra.
Si parte dallo Jonio e da una delle località turistiche tra le più famose della Puglia, oggi alle prese con un passaggio estivo dai 5.400 abitanti abituali a oltre 150mila villeggianti. Tempio dell'abusivismo da villetta estiva, oggi baluardo di concetti di eco-compatibilità, o almeno così dichiara l'amministrazione comunale. Tant'è, Porto Cesareo con i suoi 17 chilometri di spiagge e un mare "da bere", vale una sosta. Da non perdere, in particolare, la via delle pescherie, di fianco al porto, unica al mondo: un'intera arteria costeggiata da un lato e dall'altro da pulitissime e profumate pescherie, in cui c'è solo l'imbarazzo della scelta. Se avete la possibilità di mangiare in casa, non lasciatevi scappare i famosi gamberi rossi di Gallipoli (qui si trovano freschissimi), le ostriche locali (possono piacere o meno, ma sono originali), le cozze pulite a mano dalle signore locali. Se, invece, siete proprio di passaggio, fermatevi a mangiare (lo stesso pesce) al ristorante dell'Hotel Falli, sul porto. Ha anche un banco per la degustazione del pesce crudo (www.hotelfalli.com). Da visitare, nei dintorni, le Torri cinquecentesche, le dune di sabbia bianchissima, le grotte, la Torre di Torre Lapillo, del XVI secolo.

2. Il parco naturale di Portoselvaggio
Vista panoramica mozzafiato con passeggiata tra pini marittimi e piante endemiche. Scendendo da Porto Cesareo verso sud si entra nel territorio di Nardò e si arriva a Portoselvaggio, meta mozzafiato con una bellissima vista panoramica sulla natura assoluta e dalla storia travagliata: per un ventennio hanno tentato di lottizzare tutta l'area, ispirando anche un film ("La posta in gioco"). Soltanto nel 2006 si è riusciti a dichiarare l'area parco naturale protetto, dai diversi percorsi naturalistici che permettono di immergersi nella bellezza della fauna e della flora locali.

3. Le ville nobili di Le Cenate e le ville eclettiche di S. Maria di Leuca (e dintorni)
Perchè l'abusivismo è solo un granello in un territorio ricco di architetture d'eccezione. Nei dintorni di Portoselvaggio spiccano le dimore nobiliari che si affacciano su pinete centenarie a picco sul mare, spesso disabitate e tenute a disposizione dei proprietari che vi si recano un paio di volte l'anno. Già richiamano le notevoli Ville eclettiche di S. Maria di Leuca e dintorni. Sono belle anche perchè sono una diversa dall'altra, un probabile rincorrersi degli antichi proprietari in uno sfoggio di opulenza e potenza.

4. Il centro storico e la cattedrale di Gallipoli
Un bell'esempio italiano di riqualificazione di un ex centro storico degradato, oggi desiderio d'acquisto per inglesi e nordeuropei.
Chi vi fosse stato 15 anni fa penserebbe, oggi, di aver sbagliato cittadina. Gallipoli è cambiata moltissimo, molto ha fatto discutere il grattacielo a ridosso delle mura del castello, ma il centro storico è stato sapientemente riqualificato e perdervisi è dolce, magari per ritrovarsi in un ristorante boutique o un lounge bar dal sapore mediterraneo. Gallipoli si divide in varie zone, ormai apprezzata anche l'eco-compatibile Baia Verde, non si possono perdere il castello e il centro antico con le case ristrutturate affacciate sul mare o su piazze nascoste.

5. L'antica città messapica, luogo di ritrovamento del meraviglioso Zeus
La statua di bronzo la cui bellezza greca ma al tempo stesso autoctona affascina gli appassionati di tutto il mondo. Paragonate il profilo del direttore del museo con quello della statua e stupitevi: discendenza diretta?
Ugento alterna dimore trasandate ad angoli romantici ed è meta obbligata per gli studiosi di civiltà antiche, in questo caso i messapi. Il museo archeologico civico, inaugurato di recente, è notevole, come anche le spiagge, a pochi chilometri dal centro abitato.

6. Salve, l'organo Oliati del 1628, funzionante, nella Chiesa madre dedicata a S. Nicola vescovo di Mira; poi le spiagge di Pescoluse, bandiera blu meritata.
Dopo la riconferma della bandiera blu anche per il 2010, Salve affascina sempre più turisti grazie al mare limpido e alla storia del centro cittadino. Nella cattedrale, da non perdere la chiacchierata con il parroco. A Salve, da visitare anche Palazzo Ceuli e Torre Pali. Per gli appassionati di olio d'oliva, gli antichi trappeti ipogei, che risalgono fino alla dominazione romana: la grande ruota calcarea girava sul fondo di una vasca dove venivano versate le olive, perchè venissero triturate in una ricca pasta oleosa. Le marine di Pescoluse offrono spiagge con un mare che viene definito le Maldive del Salento, per i colori straordinari dello Jonio. Spiagge di sabbia desertica con gigli selvatici, ma non aspettatevi un servizio di alto livello.

7. Hotel Piccolo Mondo di Castro
Incantevole. Punto. Il blu del mare, l'argento del riflesso solare sull'acqua, il verde del cactus, il bianco dei fiori di cappero si mischiano alle ceramiche del pavimento in un insieme che sa subito di "un altro posto". Siamo sull'Adriatico, che ci è piaciuto ancor più dello Jonio, perchè più trasparente, più colorato, molto meno abusato. L'hotel Piccolo Mondo (www.hotel-piccolomondo.it) a Castro è un gioiello incastonato nella roccia, a picco sulla scogliera, tutte le camere vista mare, colazione su una terrazza incantata, piscina tra fiori di cappero e una cappella abbarbicata tra i cactus e il mare. Di fianco, la Grotta della Zinzulusa (da Zinzuli, stracci), da non perdere.

8. Marittima di Diso: il Convento di Santa Maria di Costantinopoli trasformato in rifugio dal lusso raro e i bed & breakfast nei palazzi nobiliari.
Luoghi non luoghi, abbandonati dai locali e riportati a nuova vita da chi ha saputo credere nella loro storia. Oggi, un successo tutto meritato.
Il Convento di Santa Maria di Costantinopoli era un rifugio a cielo aperto per il bestiame, che a nessuno veniva in mente di recuperare anche perchè di fianco a un cimitero. Vicinanza che invece ha affascinato Lord Alistair Mc Alpine, Barone di West Green, e la moglie Athena, per la pace che sa infondere. Dopo diversi anni di restauri, è stato aperto al pubblico e subito i giornali inglesi l'hanno definito "un nuovo significato delle 5 stelle". Vi ha soggiornato Gorbaciov, ma anche stilisti, attori, nobili di tutto il mondo. Non ha numero di telefono, o sito internet, o mail. Una delle otto camere non costa meno di 350 euro al giorno, se vi interessa scrivete in redazione, perchè l'unico modo di prenotare e chiamare la signora Athena direttamente sul suo cellulare: in base all'impressione che le farà la vostra voce, deciderà se ospitarvi o meno. In ogni caso, l'80% degli ospiti è ricorrente.
A Marittima di Diso anche altri bed & breakfast in palazzi e dimore nobiliari. Palazzo Campurra (www.campurra.com) è un B&B ospitato in una struttura gentilizia a corte, che mette a disposizione dal bilocale ristrutturato indipendente alla casa-giardino con due camere da letto, alla bella camera "dei gerani" (da 30 a 42 euro a persona per le camere e da 35 a 47 euro per gli appartamenti). Palazzo Vecchio è un palazzo nobiliare con camere di alto livello e prezzi adeguati (da 110 a 180 euro a persona, www.bebpalazzovecchio.it). Particolare per l'architettura e la scala barocca è Palazzo Ceuli (www.palazzoceuli.it), con due camere in stile. La proprietaria, Maria Luisa Pepe, ama conversare e trasferitasi da Roma ha trasformato questa antica dimora ricevuta in eredità in un piccolo B&B, soprattutto per pagare le spese di mantenimento. Anche Trapittu dei Settimi (www.trapittudeisettimi.it) si trova a Marittima di Diso, in un palazzotto nobiliare degli inizi del 900: ogni camera ha un nome e i prezzi partono da 70 euro al giorno.

9. La Masseria Chicco Rizzo nella Grecìa Salentina
Perché non è una masseria trasformata in Disneyland di lusso, ma una struttura originale di oltre mille mq riportata alla gloria dal lavoro paziente di una famiglia normale che vi ha dedicato dieci anni della propria vita. Risparmio dopo risparmio, l'obiettivo era quello di trasformare una masseria in stato di semi-abbandono in una struttura emozionante, che rispettasse il più fedelmente possibile i parametri e i materiali originali. La storia è a lieto fine e l'inaugurazione è avvenuta a giugno. Il risultato finale è sorprendente per la cura, la semplicità e il senso dell'equilibrio che vi si respira. La Masseria Chicco Rizzo è a Sternatia, a quattro chilometri da Martignano, nel cuore della Grecìa Salentina.

10. Il centro storico di Otranto
Per la luce che il mare proietta sui muri antichi e il castello e per i mosaici della cattedrale. Otranto, "città dalle molte acque", circondata da maestose mura integrate nel centro, luogo decantato da poeti e scrittori, con un mare incantato a ridosso della cattedrale, è un ponte tra Oriente e Occidente. Alcuni vogliono che la sua nascita risalga al tempo di Noè, mentre altri la fanno risalire a Ercole, che la scelse come dimora dopo aver ucciso il gigante Leuternino, altri ancora la collocano al tempo dei Cretesi che, approdati, decisero di rimanere stabilmente per l'abbondanza delle acque sorgive, altri infine a Japigio. Tant'è, ma resta il fatto che Otranto è il punto più orientale d'Italia e la sua storia si vive nelle viuzze pulite e luminose del centro. La cattedrale è famosa per il suo pavimento che, da solo, davvero vale una visita: il mosaico medioevale realizzato dal monaco Pantaleone nel XII secolo è unico. Pantaleone viveva nell'abbazia di Casole, un centro culturale europeo a pochi passi da Otranto, di cui oggi ci sono solo i resti. Descrisse nel suo Albero della Vita la storia di Adamo ed Eva, Noè e l'arca, ma anche gli animali mitologici che si ispiravano al Bestiario medioevale e la storia di Alessandro Magno, il mistero della Sapienza e l'incontro tra Oriente e Occidente. Otranto venne presa dai turchi nel 1480 e nella cattedrale sono conservati i resti degli ottocento martiri, che non volendo rinnegare la fede cattolica, vennero decapitati dai turchi sul Colle della Minerva. Nella cattedrale è conservata ancora la pietra insanguinata.
Nei dintorni, un mare variopinto, torri e masserie tra gli ulivi. Tornando verso Castro, un'ultima chicca: la caletta di Porto Badisco, dove Virgilio immaginò l'approdo di Enea.

pagina 1 di 1





Moda
gallery blog
archivio notizie archivio speciali
titoli tags
Yoox MyPrestigium


 

Solitudine e relax, 10 isole tutte per voi / Nella Polinesia di Marlon Brando - Il Sole 24 ORE http://t.co/Vz4TEQKy4p via @24luxury

71 giorni fa |

Allo Shangri-La di Londra il cielo a portata di mano - Il Sole 24 ORE http://t.co/VoIu3z4WJe via @24luxury

71 giorni fa |