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TendenzeNelle tisanerie ragazzi, erbe antiche e bookcrossingA Ivrea, Torino e Terni i locali perfetti per passare un freddo pomeriggio di fine inverno di Chiara Beghelli |
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Se Hercule Poirot le gustava lentamente per attivare le sue "piccole cellule grigie", in alternativa a cassis e cioccolata, fuori dalle pagine dei gialli di Agatha Christie le tisane rimandavano a immagini di vecchie zie che le servono a nipotini indisposti oppure a serate malinconiche, a base di maglione caldo e di maxitazza di confortante infuso profumato. Rimandavano, appunto, perché oggi queste associazioni corrispondono solo in parte alla realtà: sorseggiare una tisana è diventato un'attività di ampia dignità sociale e culturale, praticata da igienisti di una certa età come da estimatori più giovani, tanto da meritare l'apertura di "sale da tisana". Spazi più informali di quelli dedicati al tè e meno caffeinici dei bar, dove si scelgono miscele di foglie e fiori, radici e semi, composte da esperti erboristi che sapranno consigliarvi in base ai vostri desideri e gusti e all'antica arte della conoscenza delle piante. Ad esempio, chi soffre di malinconia apprezzerà gli effetti di melissa e fiori d'arancio, chi è in fase "detox" quelli dell'alga Fucus e del carciofo, chi cerca nuove energie quelli di menta e cardamomo. Insieme alla tazza fumante, di solito si legge un libro (le tisanerie sono luoghi prediletti dai bookcrosser) e si assaggiano dolci fatti in casa, dalle crostate ai più anglosassoni brownies e shortbread fingers.
Ecco dunque tre locali perfetti per passare un freddo pomeriggio di fine inverno: a Ivrea la Tisaneria Linneana (via Quattro Martiri 33) serve le sue tisane insieme a una mini clessidra per misurarne il corretto tempo d'infusione. I nomi delle miscele sono quelli dei tempi musicali, e secondo l'effetto desiderato c'è l'"adagio"per rilassarsi, ma anche l'"allegro con fuoco" per i signori (con santoreggia, erba di fama afrodisiaca) e l'"allegretto" per le signore, a base di calendula emolliente. A Torino, accanto all'Erboristeria della Consolata, la più antica della città, si trova l'omonima tisaneria (vicolo della Consolata 2/D), ambiente naïf dove la base dei tavoli è fatta con vecchie macchine da cucire e dove la signora Angiola conserva le sue erbe nei cassettini di un antico banco da archivio. Un altro locale ben fornito si trova a Terni: è l'Orient Express (Via Roma 107), con sale di gusto Liberty e miscele più global come karkadè arabo, yerba mate e lapacho sudamericane, ma anche tisane per depurarsi, tonificarsi e rilassarsi. Effetti che consolano anche chi era in cerca di quel mix per favorire l'arguzia tanto amato da Poirot.
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