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HotelBarcellona, il Mediterraneo incontra l'Asia nel nuovo Mandarin OrientalDesign firmato Urquiola per il nuovo gioiello dell'hotellerie catalana di Federico De Cesare Viola |
Tags: Mandarin Barcelona, lusso, Kartell, Cassina, Driade, Cappellini, Patricia Urquiola, hotel, Spa, hotel, Carme Ruscalleda, chef, Barcellona
E' la capitale catalana la piazza più calda e il terreno di scontro per il mercato dell'hotellerie di lusso delle capitali europee e in particolare dell'area Mediterranea. Prima il ME by Melia, aperto poco più di un anno fa nel periferico Poble Nou. Poi è stata la volta, più di recente, del W, il cui profilo a forma di vela è già diventato emblema del porto di Barceloneta. Mancava all'appello il gruppo Mandarin, che non si era ancora spinto più a sud di Ginevra.
Da poco più di un mese – a rubare la scena agli altri luxury hotels della città – c'è stato il trionfale e atteso battesimo del Mandarin Barcelona.
Circondato dai palazzi modernisti del quartiere dell'Exaimple, posizionato sul tratto più strategico di Passeig de Gracià (a due passi da Casa Batlò di Gaudì) con una facciata di austero fascino, il Mandarin è un riuscito esempio di lusso contemporaneo: creativo ma funzionale, sobrio ma elegante. Numerose le citazioni e le contaminazioni orientali, sia nelle forme che nei colori, senza essere, per una volta tanto, velleitarie o stucchevoli.
98 le camere e suite: dalle più piccole, con vista sul giardino interno, alla sontuosa Penthouse Suite, di 236 mq. Le soluzioni funzionali e le scelte cromatiche delle camere riflettono lo stile di molte delle creazioni – per Kartell, Cassina, Driade o Cappellini – di Patricia Urquiola, la celebre designer di Oviedo incaricata dell'interior design di tutto l'hotel.
La Spa rispetta il format degli altri hotel del gruppo (compresa una piccola piscina interna e una zona relax di 1.000 mq) ed è un rifugio sicuro per riconquistare - grazie alla bravura dei terapisti - il benessere perduto, soprattutto per chi può permettersi una delle due Mandarin suite per trattamenti di coppia, come gli esclusivi "Time rituals" (della durata di tre ore e venti minuti!) o un semplice ma sempre gratificante massaggio stile Thai.
Dalla terrazza, con bar e piscina (piccolina anche questa, per la verità), si gode della vista sui tetti della città fino alla collina di Vallvidrera, con le luci del Tibidabo a fare da sfondo. Il momento ideale è quello del tramonto, per un aperitivo o un cocktail di qualità all'altezza dei prezzi e del contesto.
Belli gli spazi dining, dal Banker's Bar (tutto sui toni del nero e argento, ma con una calda illuminazione) al "Moments", fine restaurant dell'hotel con un menù firmato da Carme Ruscalleda, la chef catalana tre stelle Michelin. Quando il tempo lo consente – il che, a Barcellona, vuol dire quasi tutto l'anno – si può mangiare all'aperto, nella piacevole cornice del Mimosa Garden.
www.mandarinoriental.com/barcelona/
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