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design hotelNell'hotel Le Gray il nuovo lusso di BeirutImmerso nel giardino di Hadiqat as Samah il nuovo hotel è il simbolo della rinascita della capitale libanese di Marta Casadei |
Voltare pagina a volte può voler dire salire fino al roof garden. Dall'ultimo piano della terrazza dell'Hotel Le Gray, gioiello della Beirut che rinasce, si ammira un panorama mozzafiato. Lo sguardo corre dal Mediterraneo alle montagne, in controluce si vede la città che cresce, a ritmo di gru e palazzi alti venti piani. Su tutto – e tutti – regna un silenzio quasi irreale. Se non fosse per la musica soft che viene dal Bar Three Sixty e dal chiacchiericcio a bordopiscina, una splendida pool da 17 metri che sorride spocchiosa ai tetti "qualunque" della capitale libanese. Le questioni politiche e religiose, le lotte, evidentemente, non arrivano fin quassù.
Ad innamorarsi di queste atmosfere che, ancora profondamente legate alle proprie radici, sono un ponte tra l'occidente e l'oriente e viceversa, è stato il magnate dell'hotellerie britannica Gordon Campbell Gray. Proprietario dell'omonima catena di luxury hotel – che comprende il Dukes a Londra e il Carisle Bay ad Antigua – per dare vita alla sua ultima creatura, Le Gray, ha scelto il suo posto preferito nella capitale libanese: l'Hadiqat As Samah, il bellissimo giardino del perdono. Ieri teatro di violenti scontri, oggi luogo di pace e relax. L'hotel si trova lì vicino, nel distretto centrale della città, quello dei negozi di lusso e dei turisti occidentali stufi delle solite capitali. L'appeal, a tratti misterioso, di una città che fino ad oggi è giunta alla ribalta delle cronache non certo per la mondanità, si percepisce attraverso gli enormi contrasti: gli influssi ottomani e la voglia di progresso; i minareti della moschea e le catene di ristorazione che si trovano dovunque. Il processo di rinascita muove i primi passi partendo da una tregua delle emergenze e da un riconoscimento importante, come quello dell'Unesco che ha scelto Beirut come Capitale mondiale del libro 2009.
L'hotel Le Gray è parte di questa nuova Beirut dai toni lussuosi e dal carattere cosmopolita. Ottantasette stanze, tutte disegnate dallo stesso Campbell Gray insieme a Mary Fox Linton; ognuna di esse è arredata in modo elegante e al contempo sobrio: tessuti e legno naturale, a dare un tocco contemporaneo ci pensano alcuni soprammobili in cristallo e una tecnologia di ultima generazione declinata in schermo piatto, impianto stereo e dvd. Il lusso ai massimi livelli si concretizza nelle Presidential Suites: una da 170 mq (è pensata per due persone) e due "doppie" da 220mq. Tutte con una splendida terrazza dove poter cenare in tranquillità.
Per chi non può godere di questa particolare intimità, non mancano opportunità alternative. A cinque stelle, ça va sans dir. Il Gordon's Cafè è ideale per un healthy lunch con insalate e piatti regionali all'insegna della cucina leggera oppure per una pausa thè; l'Indigo on the Roof, ristorante eclettico e lussuoso – senza nessuna costrizione, vedi dress code – con una delle migliori enoteche di tutta Beirut. Senza contare la vista magnifica sulla città.
Non manca una particolare attenzione al benessere: PureGray è la Spa e Health Club dell'hotel. Da una parte ci sono attrezzature d'avanguardia e personal trainer per l'allenamento personale; dall'altra un'oasi per il relax. La Spa offre trattamenti ad hoc che costituiscono un punto d'incontro tra filosofie orientali, principi olistici e cosmesi orientale, da godere in completa solitudine oppure in coppia, nella double room.
www.legray.com
www.campbellgrayhotels.com
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