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Torna "Identità golose": nel 2010 il gusto come lusso e semplicità

A Milano tre giorni con gli chef per discutere di cucina: grande attesa per Alain Ducasse

di Federico De Cesare Viola


La semplicità come parola d'ordine in cucina. Oggi più che mai. E non per stressare, ancora una volta (che noia!), il concetto di crisi applicato alla ristorazione. Quanto per raggiungere una nuova consapevolezza – dettata dalla cultura e dalla conoscenza - al momento di fare una scelta alimentare.
«Chiedersi – chiarisce, in altre parole, Paolo Marchi - cosa ci appaga di più oggi e come spendere meglio i nostri soldi. Capire che la gioia di un pasto può nascere dalla bontà e qualità primordiale di una materia prima, che sia un pomodoro, una pasta, un formaggio, un olio. Con un'attenzione nuova alla produzione, alla salute e all'ambiente. Ma la semplicità che la cucina sta cercando ha alle spalle un'incredibile complessità strutturale, produttiva e culturale. Conserva costi elevati e imperativi particolari. Per questo serve anche una nuova testa e un nuovo modo di vedere le cose».
Saper e poter scegliere, guardare al patrimonio del passato ma con idee e strumenti del futuro: ecco il nuovo lusso della semplicità.
E' questo il manifesto programmatico e il tema scelto per la sesta edizione di Identità Golose, il congresso italiano di cucina d'autore ideato dal giornalista e gastronomo Paolo Marchi, in programma dal 31 gennaio al 2 febbraio nel capoluogo meneghino, per il secondo anno di fila nella nuova location del Milano Convention Center.

Siamo curiosi, in questo senso, di ascoltare le parole di Alain Ducasse, la presenza più attesa (tra un totale di oltre cinquanta relatori), icona dell'haute cuisine internazionale e chef del Louis XV di Monaco e del Plaza Athénée di Parigi. Due ristoranti che con il lusso hanno molto a che fare ma con il lusso della semplicità certo molto meno. Interessante pure, in una visione autenticamente aperta oltre confine, la partecipazione di Alvin Leung, eclettico patron (physique du rôle da protagonista di un racconto cyberpunk) del Bo Innovation di Hong Kong, laboratorio di avanguardia gastronomica, e di Daniel Patterson, chef del Coi di San Francisco, profeta della stagionalità nel piatto.
Due i territori da scoprire, ospiti d'onore di quest'anno: la Slovenia di Tomaz Kavcic e l'Emilia Romagna, guidata dall'esuberanza e dalle idee di Massimo Bottura e Igles Corelli. A fare gli onori di casa sarà Davide Oldani: suo il primo intervento, domenica mattina, sul concetto di "Pop". Nella stessa giornata sono in programma Antonino Cannavacciuolo (Villa Crespi), Massimiliano Alajmo (Le Calandre), Andrea Berton (Trussardi alla Scala), Mauro Uliassi (Uliassi), Corrado Assenza (Caffè Sicilia di Noto, ché Identità Golose è anche vetrina per i migliori maestri pasticceri), Josean Martinez Alija (Guggenheim di Bilbao).

Lunedì mattina Massimo Bottura (La Francescana), Gennaro Esposito (Torre del Saracino) ed Enrico Crippa (Piazza Duomo), oltre ai tre ospiti sopra citati, diranno la loro sul significato di lusso e semplicità. Nel corso del pomeriggio, tra gli altri, si divideranno il palco, i fornelli e le telecamere tre ottimi interpreti del "fronte sudista" della nuova cucina italiana: Niko Romito (Reale), Alfonso Caputo (La Taverna del Capitano), Pino Cuttaia (La Madia). Filo conduttore: la pasta. Martedì, dopo il viaggio nella nuova ed emergente scuola slovena, chiuderà Frédéric Bau (direttamente dall'École du Grand Chocolat Valrhona) e la pâtisserie raisonnée: l'evoluzione, secondo lui, della pasticceria moderna.

www.identitagolose.it

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