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Cheval Blanc,
la riserva del lusso protetta dalle Alpi

Arte contemporanea e tartufi a colazione nell'hotel firmato LVMH nelle Alpi savoiarde

di Chiara Beghelli

Forse sono le alte montagne delle alpi savoiarde a preservare lo Cheval Blanc dalla crisi che non risparmia anche gli hotel più lussuosi. La stagione si è appena aperta e i nomi di numerosi milionari, soprattutto russi ed est europei, hanno già riempito il libro delle prenotazioni dell'hotel alpino firmato LVMH a Courchevel, destinazione sciistica immersa nelle Trois Vallées francesi. Una vera riserva del lusso che prende il nome da uno dei vini bordolesi più preziosi, lo Cheval Blanc, prodotto da un'azienda entrata nel 1998 nel ricco portafogli di monsieur Bernard Arnault. E proprio all'essenza del vino si ispirano tutte le declinazioni dell'eccellenza dell'hotel, a partire dal ristorante fino al design delle suite, dagli arredi d'arte alla Spa firmata Givenchy. Al 1947, il ristorante che prende il nome dal vintage più prezioso del Cheval Blanc (in lista a 47 mila euro), il menù è firmato dallo chef tristellato Yannick Alleno che un anno fa è salito sui monti dal Meurice di Parigi e si è divertito a giocare con i gusti alpini, lasciando poi a sovrintendere la cucina il giovane e promettente Denis Fetisson. Che oggi ripropone piatti come il piccione stufato con semi di cacao in purée di carote e funghi marinati in fave tonka, oppure l'imperdibile cupola di tartufi neri da gustare a colazione.

Ma i capricci fuori carta sono i benvenuti: di uno, piuttosto recente, si ricorda il concierge Jean-Baptiste Raud, una limousine spedita verso una pasticceria di Zurigo (il viaggio di andata e ritorno dura una decina di ore) per portare a Cheval Blanc due dolcetti con crème fraîche. Insomma, nessun sogno è proibito, nessun eccesso messo al bando: fare un giro in elicottero sopra le piste innevate, fumare un sigaro cubano e centellinare Armagnac centenari nella yurta mongola con le pareti abbellite non da pelli di bisonte ma dalle foto che Karl Lagerfeld ha scattato all'hotel, farsi pettinare per una serata bespoke dal coiffeur John Nollet, magari avvertendolo di non farla proprio uguale a una di quelle pensate per Johnny Depp nei "Pirati dei Caraibi".
In tutte le 34 stanze e suite troverete anche il profumo signature dell'hotel, il "Mountain Chic" dalle note di cardamomo e legni invecchiati, ma se volete proprio il massimo dovete salire al quarto e quinto piano dove c'è l'"apartment", suite di 650 metri quadri con concierge privata guidata da monsieur Laurent, che cura anche il maxi bar con la sua riserva di Krug. Per acquistare souvenir ci sono poi le boutique Louis Vuitton e Dior, ma chi si vuole disintossicare da vezzi consumistici può apprezzare le tante istallazioni degli artisti, dal nuovo orsetto di bronzo nato da una collaborazione fra Takashi Murakami e il rapper Kanye West fino alle 14 sculture di Salvador Dalì, alle opere di Bruno Pienado e all'orso di specchi di Xavier Veilhan posto sulla terrazza, da ammirare distesi nelle chaise loungue e avvolti da copertine di cachemire, magari ripensando alle parole dell'hotel manager, il 37enne Philippe Gorgaud: «Per noi il lusso è un'esperienza naturale. La recessione, nelle nostre stanze, non è entrata».

Cheval Blanc
Le Jardin Alpin
731221 Courchevel 1850 - Francia
Tel. +33 47900 5050
www.chevalblanc.com

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