Viaggi

Dar Darma, il Marocco in versione dandy

Weekend nel riad del Settecento di Marrakech, fra giardini e suite di specchi

di Federico De Cesare Viola

Rating:
5.0
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Tags: lusso, Marrakech, hotel, Dar Darma, hammam, design, giardino, piscina



Il lusso, per come lo intendiamo noi, è esclusività fuori dagli schemi, è qualcosa di inaspettato e dunque sorprendente, ha a che fare con la qualità autentica del tempo trascorso. Ecco perché, al momento di organizzare una vacanza a Marrakech, si possono fare scelte molto lontane tra loro.
Prenotare, ad esempio, una stanza in uno dei tanti hotel dagli standard internazionali dei nuovi quartieri ghetto per ricchi. Oppure decidere di vivere l'anima più vera e sfacciata della città antica, rimanerne rapiti e ipnotizzati – come i serpenti degli incantatori di piazza Jemaa El-Fna – con la libertà di uscirne appena girato l'angolo. A un passo dal Museo di Marrakech e dalla Scuola Coranica Medersa Ben Youssef, basta bussare a una piccola porta di legno, scendere una ripida scala ed ecco, tutta per voi, un'oasi nascosta tra i vicoli della Medina dove il tempo scorre lieve: gli unici rumori che sentirete saranno quelli dei vostri passi.

Il Dar Darma, un palazzo nobiliare del XVIII secolo nel quartiere del Moqf, è un hotel sui generis per pochi fortunati: solo quattro suite e due appartamenti garantiscono un soggiorno di pace e intimità assoluta. Gli ambienti comuni si susseguono alla maniera delle scatole cinesi, con saloni che si aprono su altri saloni, con patii e scale che si incrociano e un curato hammam per i momenti di puro relax.
La sensazione è quella di trovarsi in una casa privata - un privilegio rispetto a tanti "non luoghi" dell'ospitalità - grazie a un servizio cucito su misura degli ospiti e a una collezione di arredi e oggetti da rimanere estasiati: cornici e volte di ebano, intarsi di madreperla e di osso di cammello, vasi e ceramiche nei colori sgargianti del cobalto, dell'oro e del verde ambra con raffinate decorazioni floreali, sedute di design, tajine di argento, tappeti di Rbati e di Mediouna, lampade moderne e specchi antichi, in un riuscito sincretismo tra la tradizione marocchina e lo stile da Vecchio Continente, con qualche azzeccata citazione coloniale e orientale.
Scegliete il vostro alloggio ideale in sintonia con lo stato d'animo e le esigenze. L'appartamento rosso è probabilmente il più fascinoso, sicuramente il più barocco: due zone notte, la più bella delle due con un letto letteralmente incastonato in una nicchia di legni pregiati e soffitti decorati, un salone con divani e pareti rosse e perfino una pelle di giaguaro davanti al camino, antiche teiere per il più classico dei tè alla menta, un bagno con due ampie vasche nella tipica resina dei riad marocchini che ne fanno quasi - temperature a parte - un piccolo hammam privato. L'appartamento blu è il più sensuale, il più confidenziale, il più dandy. Due suite, una sui toni del blu e una sui toni dell'arancio, si affacciano speculari sul salone, interamente blu appunto, con divani dal gusto decadente e sontuose porte di cedro. Unico difetto - si fa per dire - la poca luminosità.

Se preferite la luce, optate per una delle due suite che affacciano – attraverso numerose finestre – sul patio giardino. Sono anche le più moderne, le più sobrie negli arredi, dominati dalle sfumature del marrone e crema dei copriletto, delle chaise longue e degli armadi.
Dall'altro patio, quello con la vasca, il colonnato e uno splendido pavimento a scacchi bianchi e neri, si accede alle ultime due suite: la arancione – con una bellissima e stretta scala di legno che conduce al piano superiore, dove c'è il letto matrimoniale – e quella degli specchi, dei tanti specchi antichi che circondano il letto. Sulla terrazza – tutt'intorno a voi i tetti di Marrakech, le migliaia di antenne paraboliche, i minareti e le invocazioni alla preghiera dei muezzin – una piccola piscina, tante chaise longue e un letto a baldacchino dove rilassarsi nel tardo pomeriggio o nelle notti stellate, un pergolato per la colazione al riparo dai raggi solari che qui, anche di primissima mattina, sanno già essere spietati. Un ulteriore rifugio nel rifugio.

Se, nonostante tutto, avete voglia di dedicarvi a qualche attività, c'è a disposizione il programma "Marrakech attiva": una partita a golf al Royal Club di Marrakech, 45 ettari e 108 par, un'escursione a cavallo o , perché no, un giro in mongolfiera.
Ma non siete certo costretti a uscire, anzi. Potete dedicarvi a un corso di cucina marocchina tradizionale con Maria, la cuoca della maison. Così da riportare a casa non solo kilim, cornici di ebano ed erbe officinali ma anche i segreti dell'autentica ricetta della tajine di agnello ai datteri e mandorle, del couscous alle sette verdure, della classica pastilla, la torta di pasta brick ripiena di piccione o pollo, una vera specialità.

www.dardarma.com

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