Gusto&Arte

L'arte del Guggenheim nel menù del Gritti Palace di Venezia

Lo chef Daniele Turco crea piatti pittorici ispirati a Robert Rauschenberg

di Giovanna Canzi

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5.0
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Tags: hotel, Venezia, chef



Che l'alta cucina sia un'arte è risaputo. Che un menù possa trasformarsi in una vera e propria opera d'arte è un fatto meno scontato. Eppure accade. Al Gritti Palace, hotel 5 stelle che si affaccia maestoso sulle acque del Canal Grande a Venezia, i piatti che escono dalla cucina dello chef Daniele Turco sono suggestive sculture nate per stimolare vista e palato. Dopo il recente successo riscosso dalle portate futuriste, che hanno deliziato gli ospiti del Westin Europa & Regina, continua il felice connubio fra la Collezione Peggy Guggenheim e i lussuosi hotel griffati Starwood.
Un menù per ogni mostra, un percorso culinario per ogni esposizione. Secondo step di un'esperienza intrigante, che solletica la creatività di grandi chef, oggi è l'esposizione dedicata a Robert Rauschenberg ("Gluts", in mostra fino al 20 settembre) a ispirare piatti in bilico fra immaginazione e realtà.
Immergendosi nei lavori del grande artista americano, Daniele Turco - che dal 2005 è Executive Chef dell'hotel veneziano - ha dato vita a un menù che sa trasmettere il percorso creativo di chi, facendo slalom fra pittura, scultura, fotografia e performance, ha percorso sentieri non battuti in cerca di frontiere da attraversare. Un cammino dove non è importante la meta, ma la strada percorsa. Un viaggio dove ciò che conta è solo l'emozione che si prova giorno per giorno. La stessa emozione che ha guidato Daniele Turco nel prendere uno stesso ingrediente - uno scampo - e giocare con cotture e accostamenti diversi. Il risultato è un antipasto che, come l'opera che lo ha ispirato "Automobile Tire Print", mette in luce il gusto per una sperimentazione fine a se stessa. Elementi diversi che si incontrano su un comune terreno si ritrovano, invece, nel secondo piatto, suggerito dai famosi "Combines" di Rauschenberg: un filetto di dentice scottato con sali all'ibisco e carpaccio di pesca e una coda di gamberone con pane agli agrumi e cetrioli sono la trasposizione culinaria dell'incontro esplosivo fra materia e pittura, fra concretezza ed evanescenza. E per finire, un dessert che rispecchia la tradizione dei dipinti monocromatici: una mousse al cioccolato bianco che invita il palato a un'esperienza pura, di assoluta essenzialità. In questo hotel, che dal giorno della sua nascita a oggi è stato un crocevia di attori, principi e scrittori, un luogo dove Somerset Maugham diceva di sentirsi "a casa" ed Ernest Hemingway soggiornava sempre nella stessa suite, è ancora possibile respirare l'atmosfera di un fastoso passato, sperimentando sapori di un tempo ancora presente.


www.starwoodhotels.com
www.guggenheim-venice.it

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