Hotel

Riapre "The Pierre", protagonista di New York

Restauro da 100 milioni di dollari e arredi selezionati da Christie's per il gioiello della Fifth Avenue

di Elisa Anzolin


Politici, intellettuali, artisti: il "The Pierre", hotel simbolo di New York, ha ospitato i protagonisti delle cronache degli ultimi ottant'anni. C'erano gli habitué come Frank Sinatra, che qui veniva a gustarsi il suo irrinunciabile bicchiere di bourbon, e gli attori Audrey Hepburn e Cary Grant. O quelli di passaggio in città: il presidente francese François Mitterrand qui discusse della congiuntura economica e il russo Mikhail Gorbaciov condannò l'antisemitismo. C'era anche chi aveva eletto l'hotel a una sorta di seconda casa: è il caso di Richard Nixon, che vi si stabilì temporaneamente dopo le elezioni del 1968, di Elizabeth Taylor, di Michele Sindona. "The Pierre", l'hotel incastonato tra i grattacieli dell'Upper East Side di New York, ha segnato la storia americana e mondiale, rappresentando un rifugio lussuoso quanto discreto per molti grandi nomi del Novecento. Ora, dopo un restauro costato 100 milioni di dollari e quasi due anni di lavori, il 1 giugno torna ad aprire le sue porte affacciate sulla Fifth Avenue al pubblico, seducendolo con il fascino del passato e il lusso del presente.

L'hotel fu costruito nel 1930 dal francese Charles Pierre Casalasco, figlio del proprietario dell'Hotel Anglais di Monte Carlo, dove passavano le loro estati i granduca di Russia, che arrivò a New York a 25 anni e lavorò come cameriere da Sherry's, dove entrò in contatto con le famiglie più in vista della città, come gli Astor e i Vanderbilt. Poi nel 1920 aprì il suo ristorante Pierre's on the Park al 230 di Park Avenue e dieci anni dopo il suo hotel da 714 stanze, costato ben 15 milioni di di dollari. Dopo la Grande Depressione e la bancarotta di Casalasco, il The Pierre fu comprato da Paul Getty, e negli anni Cinquanta divenne il primo hotel a offrire la tv in stanza. Dopo vari giri di proprietà e ristrutturazioni, dal 2005 l'albergo fa parte della catena asiatica Taj Hotels.

Cuore della struttura è la "Rotunda", lounge perfetta per assaporare una delle tantissime varietà di tè che l'hotel possiede, serviti da attenti camerieri in livrea sullo sfondo dei dipinti pastorali "trompe l'oeil" che affrescano i muri e la volta azzurra. Osservando con attenzione, fra un Nettuno e una Venere potrete scovare anche una donna che somiglia molto a Jackie Kennedy. Poco più in là, sempre al primo piano, la vera novità del restauro: "Le Caprice at the Pierre", la versione americana del famoso ristorante – brasserie londinese, noto per il suo servizio impeccabile.

Per le stanze, ora 140, e le 49 suite, è stato ingaggiato Mortimer Chatterjee, consulente artistico di Christie's, che ha selezionato ogni complemento d'arredo. Gli alti soffitti e le ampie finestre donano agli ambienti grande luminosità, accentuata dai colori chiari delle poltrone e dei mobili, impreziositi da dettagli blu e corallo. I sontuosi broccati di tappezzerie, cuscini e lenzuola richiamano i colori tenui delle pareti; la moquette decorata a mano, assicura comfort e isolamento acustico. Grande attenzione è stata dedicata alle sale da bagno, in marmo, dove si possono trovare anche tv al plasma, confort che si moltiplica ulteriormente nelle suite, dotate di Home Theatre firmato Bose e suggestivi camini restaurati sulla base di quelli originali del 1930.

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