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IntervistaWilbert Das: «La magia del Brasile nella mia Uxua Casa»Il direttore creativo di Diesel parla della sua nuova "casa-hotel " a sud di Bahia di Chiara Beghelli |
«Sono un olandese molto razionale. Eppure, appena sono arrivato qui a Trancoso, ho respirato una grande magia nell'aria». Certo, il Brasile può essere sconvolgente per chi viene da un piccolo villaggio nel sud dell'Olanda, dove i fiori che vedi sono solo tulipani e il cielo è di un perenne color bianco ghiaccio. Così è stato per Wilbert Das, 45 anni, dal 1993 direttore creativo di Diesel, che dopo aver concluso le sue ultime fatiche per l'azienda di Renzo Rosso (il lancio della fragranza "Diesel Fuel For Life", la nuova linea "Diesel Black Gold" e gli arredi "For Successful Living by Diesel", appena presentati al Salone del Mobile di Milano), ora si può dedicare alla creazione di cui va più fiero: il suo Uxua Casa Hotel, piccola casa-albergo a Trancoso, villaggio di pescatori 800 km a sud di Bahia, inaugurato nel dicembre scorso.
«Nell'estate del 2004 stavo restaurando un piccolo bungalow a Venice Beach, in California – spiega Das – e due surfer brasiliani che lavoravano con me mi raccontarono della bellezza di questo Trancoso. Incuriosito, ci andai con degli amici e subito mi colpì la quiete di quel villaggio, tanto calmo che avevo paura mi sarei annoiato a morte. Ma dopo 10 giorni andai via con un gran senso di "saudade"».
Signor Das, come ha fatto il Brasile a penetrare nel cuore di un "olandese razionale" come lei?
Mi hanno conquistato la generosità della gente unita alla bellezza della natura. Ho subito deciso che avrei comprato una casa lì. Ci ho messo un anno, poi ho scelto questa vecchia casa affacciata sul "quadrado" della città, che era stata già restaurata in stile indiano dai proprietari svizzeri. Dopo l'acquisto volevo trasformarla in uno studio per me, poi però ho deciso di restaurare anche le nove casette che si trovavano nel grande giardino. E trasformare tutto in una casa-hotel.
Quindi nella stessa proprietà ha creato una casa per lei e delle stanze per gli ospiti?
Il concetto della "casa hotel" rispecchiava la mia idea di vacanza perfetta: sentirsi a casa mentre si è altrove, con servizi a cinque stelle.
Lo stile indiano della casa è stato rimosso, e ora Uxua è una pousada molto brasiliana, e anche molto ecologica...
Sì, volevo dar vita a una realtà davvero locale. Ho collaborato con artigiani e artisti della zona, usando anche materiali di riciclo per pavimenti, porte e arredi. Anche le casette sono fatte di legno recuperato da vecchie fattorie. Per me che sono un designer è stata una bella sfida trovare nuovi spunti dalla cultura locale. Una delle soluzioni più belle, secondo me, è la piscina: abbiamo usato un magnifico quarzo verde locale, chiamato avventurina, che secondo la gente di Trancoso ha poteri benefici. Abbiamo messo a mano 40mila pietruzze sul fondo e creato così una sorta di "fontana della giovinezza".
Perché ha scelto il Brasile? Crede che questo paese – come molti prevedono - riserverà interessanti sorprese per il futuro?
Sì, decisamente. Il Brasile è il paese del futuro: una terra con un'enorme ricchezza, ancora da scoprire, e con gente piena di creatività e talento, che apprezza la sua bellezza e la vuole conservare.
Ora quali sono i suoi prossimi progetti?
Con Uxua Casa Hotel sono entrato in un nuovo settore nel quale vorrei continuare a investire. Non escludo che un giorno aprirò anche in altri luoghi strutture simili, che rispettano l'artigianalità e la cultura locale.
Quanto ha influito la sua formazione e attività nel mondo della moda nel suo progetto?
Tengo molto che Uxua non venga considerato un "design hotel" o un "fashion hotel": Uxua non è una brand extension di uno stilista, ma celebra una realtà locale. Amo tutto ciò che è locale, e proprio la mia esperienza ventennale nella moda mi ha permesso di rendermene conto. Ho viaggiato molto e il trend che più spesso ho riscontrato è una crescente internazionalizzazione di stili e culture, di musica e di arte… Con Uxua sono voluto andare esattamente nella direzione opposta, e credo che in futuro le persone preferiranno andare in resort piccoli, luoghi che non rappresentano brand o concetti già visti, per trovare nel viaggio un nuovo senso di scoperta.
Parliamo ancora di ecologia: crede che il mondo degli hotel possa promuovere la sensibilità nei confronti dell'ambiente?
Credo che l'aspetto "green" per l'hotellerie sia già molto importante. Ogni hotel che lo ignora è fuori dal tempo, e i viaggiatori lo sanno. Sono ottimista sul fatto che il turismo potrà favorire lo sviluppo economico rispettando le culture locali. Con Uxua sto cercando di farlo. Per esempio, offriamo programmi di prevenzione gratuiti per il nostro staff, e nello stesso tempo usiamo metodi di cura naturali, grazie a Dona Gloria che è la più nota guaritrice naturale della zona e che collabora con noi. Inoltre offriamo al nostro staff lezioni di inglese e portoghese.
E i clienti? Che tipo di persone vengono a Uxua Casa?
Creativi, "open minded", che apprezzano i dettagli nell'architettura e nel design. Il nostro cliente ideale ama il "casual luxury", mangiare nei nostri ristoranti ma anche uscire e provare una cucina casalinga locale, oppure frequentare lezioni di capoeira nella scuola di danza della città o ballare il "foro" nel club.
Quanto ha influito la sua ventennale esperienza nella moda nel modo di concepire il suo hotel?
Guardi, non sono assolutamente uno schiavo della moda, un maniaco inseguitore dei trend. Piuttosto sono attratto dall'innovazione estetica in tutte le sue forme. Mi piacciono tutte le cose che hanno a che fare con l'innovazione, e anche una crisi può esserne fonte. Negli ultimi anni la gente ha inseguito troppo i trend e ha preferito ostentare. Tutti segni di volgarità più che di buon gusto. E ora, anche grazie alla crisi, è tempo di trovare una nuova strada.
Il sito di Uxua Casa
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