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Viaggi nel gustoIn cerca di chorizo e spezie nei mercati spagnoliItinerario fra i banchi antichi e profumati dei "mercados" di Valencia e Barcellona di Silvia Cittadini |
Tags: Barcellona, menu, chef, Valencia, Santiago Calatrava
Anno 2005, Barcellona. Dalle ceneri del vecchio mercato coperto, grazie all'intervento degli architetti Muralles e Tagliabue, nasce uno spazio di 3749 mq. Avveniristico. Vero protagonista è il tetto dell'edificio: un'onda colorata che avvolge l'edificio, composta di 300mila tasselli esagonali di ceramica. Un gioco cromatico vivace che riproduce disegni di frutta e verdura.
L'atmosfera dentro è vibrante, grazie ad oltre duecento negozi: macellerie, salumerie che vendono prodotti spagnoli e catalani, come la morcilla, (sanguinaccio della regione di Castilla e Leon), il chorizo (salame rosso dell'Estremadura), la chistorra (salsiccia della Navarra), la botifarra (salsiccia catalana) e il fuet (salame sottile della Catalogna). Sontuose pescherie e bacallanerias, templi del baccalà, cucinato o da preparare, accanto ad alici sotto sale e olive di ogni varietà e colore. Molti esercizi sono qui dagli anni venti e rivendicano con orgoglio la data di nascita sulle insegne luminose.
Tra un negozio e l'altro ci si può fermare per qualche tapa al Bar Joan o all'Univers, oppure al forno La Torna per qualcosa di dolce. In entrambi questi posti ci si può sedere e usare la connessione wireless per navigare nel web mentre consumate uno snack. Per una pausa più lunga fermatevi al ristorante Cuines Santa Caterina. Quattro i menu: colazione/tapas, vegetariano/sushi, mediterraneo o asiatico. Facile e originale. Ogni spazio ha la sua barra per mangiare e curiosare tra le attività frenetiche degli chef (le cucine sono a vista). Locale delizioso.
Per la seconda tappa golosa bisogna spostarsi a trecentosessanta chilometri a sud di Barcellona, verso Valencia, che ha scoperto il turismo dopo le regate dell'America's Cup e grazie alle grandi opere dell'architetto di casa, Santiago Calatrava.
Ma oltre alla contemporaneità, questa città vanta un passato di duemila anni i cui segni sono ovunque: per le vie del centro, sui palazzi, sulle guglie delle sue chiese. Proprio nella città vecchia si trova il Mercat Central, un edificio terminato nel 1928, interessante esempio di stile Liberty, che anche qui ha trovato una sua originale rilettura nel modernismo catalano. Anche qui le strutture in ferro sono abbellite dalle ceramiche colorate dipinte a mano, e finestroni di vetro illuminano l'interno del mercato. L'area nord dello spazio è interamente dedicata alla vendita di pesce con più di cinquanta banchi. Un'intera ala è dedicata alla carne, con venti macellerie e le immancabili pollerias (pollerie). Anche qui la lavorazione del maiale la fa da padrona con l'esibizione di insaccati e del delizioso prosciutto crudo iberico. Molte botteghe vendono erbe e spezie: zafferano, peperoncino rosso dolce, molto presenti nella cucina valenciana e nelle numerose ricette a base di riso, coltivato poco a sud di Valencia, nella zona dell'Albufera. Poi i banchi di frutta secca, con le onnipresenti mandorle della vicina zona di Alcoi, e i salazones (pesce sotto sale), come la mojama (uova di tonno) in vendita a peso: una vera prelibatezza. Assaggiatela con le mandorle che ne addolciscono il sapore, e vi si schiuderà il cuore gastronomico della città.
www.mercatsantacaterina.net
www.mercadocentralvalencia.es
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