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GUSTOCaviar Bar russo e cucina italiana al Grand Hotel Europe di San PietroburgoLo storico albergo cambia (non troppo) il look e coccola gli ospiti con il nuovo chef Filippo Licata di Marta Casadei |
Tags: San Pietroburgo, Russia, Spa, Filippo Licata, chef, hotel
Luogo del surreale incontro tra Franco Battiato e Igor Stravinskji, ambientazione dell'omonimo racconto di Gogol, la Prospettiva Nevsky nella sua immutata importanza, velata da un tocco di antica austerità imperiale, è un instancabile viavai di auto e pedoni. A vegliare sul traffico di San Pietroburgo, silenziosi spettatori della quotidianità degli ultimi due secoli, i palazzi affascinanti e massicci. Il Grand Hotel Europe è tra questi. Costruito nel 1824 come primo cinque stelle di tutta la Russia, è stato silenzioso testimone degli sfarzi del Palazzo d'Inverno e del loro repentino dissolversi, della rivoluzione d'Ottobre e dell'epoca comunista.
Punto d'incontro prediletto dall'élite intellettuale russa dell' Ottocento, è un colosso dell' hôtellerie. In tutti i sensi: oltre 300 camere, di cui 89 suites. Affacciandosi al balcone di alcune di esse, si ha una vista "privilegiata" che arriva al Museo Rosso e alla Piazza delle Arti. E poi Spa, piscina, centro fitness, negozi e perfino una pasticceria che produce un proprio marchio di cioccolato, Dominique's.
Dal 2005 il Grand Hotel fa parte della catena Orient-Express che l'ha sottoposto a un restyling deciso (sono state coinvolte 250 stanze, il Caviar Bar & Restaurant, tempio della cucina locale, e il Mezzanine Café) ma non troppo invasivo. Per cercare di ringiovanire il Grand Hotel, senza snaturarlo e spogliarlo del proprio valore storico e culturale. Con tanto di rinnovata facciata in stile barocco (a contrasto con gli interni Art Nouveau, sapientemente mixati con gli ultimi ritrovati in materia di tecnologia) progettata dall'architetto italiano Rossi.
E Rossi' s si chiama anche uno dei cinque ristoranti dell'hotel: dedicato - ça va sans dire – alla cucina italiana e teatro di un recentissimo riassetto nelle cucine, sarà il laboratorio creativo di Filippo Licata, chef toscano con un bagaglio di esperienze stellate nei grandi ristoranti italiani all'estero (il Bruneau di Bruxelles e il Cipriani di Londra), che promette di portare nella Venezia di Russia la crème del Made in Italy. Olio extra vergine di oliva in testa, ma anche pasta fresca e pizza.
Tra alta cucina e un massaggio aromatico nella Spa, il mood dell'hotel è il lusso a trecentosessantagradi: si parte dal servizio di limousine che accoglie gli ospiti all'aeroporto e si arriva al servizio di maggiordomo personale, privilegio delle 35 stanze al primo piano.
www.grandhoteleurope.com
www.orient-express.com
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