Parigi

Filosofi e Philippe Starck firmano l'hotel low cost

Nel nuovo Mama Shelter atmosfere intime e dettagli d'avanguardia

di Leonardo Martinelli

Rating:
3.9
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Tags: Starck, Parigi, lusso, hotel, chef


E' l'idea di cinque uomini. Tutti francesi, amici. Tutti, a loro modo, originali. Gli interni dell'albergo, fino all'ultimo dettaglio, comprese le aquile argentate in qualità di soprammobili, sono firmati da Philippe Starck. L'edificio è opera di Roland Castro, architetto star della Parigi contemporanea. Poi fanno parte della "brigata" Cyril Aouizerate, filosofo e promotore immobiliare dandy, e soprattutto i Trigano, quelli che inventarono il Club Med, alla ricerca di un nuovo concept di hotel, di lusso, ma urbano e senza fronzoli: Serge, il padre, con Benjamin e Jérémie, i figli.
Il prodotto finale è il Mama Shelter, un nuovo hotel parigino, inaugurato nel settembre scorso, qualcosa di realmente diverso nel panorama alberghiero della capitale francese: spesso tradizionale. Peggio: tradizionalista. Prima originale caratteristica: i prezzi. Si parte da 79 euro per una singola, ma sempre con biancheria di cotone satinato, letti cinque stelle, un iMac 24 pollici disponibile in ogni camera. «Abbiamo saputo proiettarci in una tendenza ormai inevitabile con la crisi, un'offerta di alto livello a prezzi accettabili. D'altra parte il settore alberghiero e la ristorazione erano diventati troppo cari, soprattutto qui a Parigi», osserva Jean-Claude Elgerie, sbarcato al Mama Shelter dopo aver trascorso una vita al Plaza Athénée come chef concierge. Altra particolarità, l'indirizzo: al 109 di rue de Bagnolet, nell'area di Saint-Blaise, ventesimo arrondissement. Non proprio scontato per un hotel del genere. «E' un quartiere popolare, ma in forte espansione: uno dei rari ad aver mantenuto la sua autenticità», precisa Elgerie. A portata di mano nessuna boutique di Louis Vuitton, ma bar e ristoranti simpatici, la Fléche d'Or (uno dei posti migliori a Parigi per ascoltare musica dal vivo), atelier d'artisti. Per raggiungere il centro, se proprio non si vuole prendere la metropolitana, si possono noleggiare limousine con autista, scooter e auto elettriche. E perfino una Fiat 500 nuova di zecca, il must al giorno d'oggi per sfilare sugli Champs-Elysées.
Infine, ci sono le idee di quel pazzo di Starck, tipo le abat-jour con le maschere di Carnevale in plastica (Barman, l'orso Yoghi eccetera), le decorazioni con i gessi sui soffitti (ha fatto ricorso a un gruppo di graffitisti del ventesimo) o il biliardino costruito su misura per l'area bar-ristorante dove si può giocare in otto. Perché il Mama Shelter, che significa "rifugio di mamma", vuole fornire calore in una città forse talvolta troppo grande e fredda. Tutto è studiato perché i clienti si incontrino e parlino fra di loro, tipo una splendida "table d'hote" per trenta persone, dove ogni sera si ritrovano uno accanto all'altro perfetti sconosciuti, a mangiare i piatti di Alain Senderens (uno chef emblema della Parigi nuova e "ggiovane"). La sera l'atmosfera è molto cozy, un po' da single in cerca di compagnia. I Trigano parlano di "kibbutz urbano" o "monastero laico". Sì, diciamo così.

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