Anniversari

Quando la storia passa dalla hall

Da Rimini all'Avana, viaggio negli hotel che quest'anno festeggiano il loro centenario

di Chiara Beghelli

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4.2
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Tags: Rimini, Fellini, Spa, Parigi, Venezia, Madrid, Costa Azzurra, Napoli, hotel



«Le sere d'estate il Grand Hotel diventava Istanbul, Bagdad, Hollywood…Si intravvedevano nude schiene di donne che ci sembravano d'oro, allacciate da braccia maschili in smoking bianco, un venticello profumato ci portava a tratti musichette sincopate, languide da svenire»: la descrizione del Grand Hotel Rimini è di Federico Fellini, che in quell'albergo girò scene del suo "Amarcord" e lo trasformò in un luogo magico, un'icona senza tempo. Quest'estate il Grand Hotel Rimini ha compiuto 100 anni, come molti altri grandi alberghi in Italia e nel mondo che hanno visto passare e cambiare la storia e la geografia, cadere regni e mutare il gusto e l'arte. In origine in stile Liberty o edwardiano, molti sono cambiati radicalmente, soprattutto nelle stanze, dove gli ospiti del XXI secolo vogliono trovare gadget hitech più che una moquette d'epoca ma irrimediabilmente sbiadita. Ma le hall, le scalinate, i marmi e gli stucchi delle sale da pranzo resistono, anche ai cambi di proprietà. Eclatante, a proposito, è stato il caso dell'Hyde Park di Londra, dove la regina Elisabetta II e la sorella Anna andavano ai loro primi balli fuori corte e dove Margareth Thatcher ha festeggiato i suoi 80 anni: nel 1996 è passato al gruppo asiatico Mandarin Oriental, che lo ha arricchito con una Spa di design e ora gestisce – con stupore di molti - la storica Royal Entrance, una volta riservata ai reali. La corona inglese, forse, avrebbe potuto far diventare l'Hyde Park un monumento del patrimonio nazionale, come lo stesso Grand Hotel Rimini – che lo è dal 1994 - e l'Hotel Crillon di Place de la Concorde a Parigi, che può vantare anche un arredo originale, la boiserie della suite Duc de Crillon, al Metropolitan Museum di New York.
Altre "grand dames" hanno segnato la storia della cultura della propria città: all'Excelsior del Lido di Venezia il conte Volpi di Misurata organizzò le prime Mostre del Cinema fino al 1938, quando fu costruito il Palazzo del Cinema, e lo Sheraton Diana Majestic di Milano fu il primo a vantare una "Spa " pubblica ("Il bagno di Diana"), a ospitare la prima collezione di Missoni nel 1974 e i primi passi nella moda di Patrizio Bertelli che ne affittò alcune grandi stanze del quinto piano.
La "Golden List" degli ospiti è spesso un altro fiore all'occhiello per questi hotel, alcuni addirittura fondati da reali europei, come il Ritz di Madrid, immerso fra i cedri del Prado, voluto da re Alfonso XIII che commissionò all'architetto Charles Mewes un hotel uguale a quello parigino di monsieur César Ritz. L'altra aristocrazia europea, soprattutto russa e inglese, amava invece passare l'inverno sulla Costa Azzurra al Grand Hotel du Cap-Ferrat, che ricorda le atmosfere dello Scott-Fitzgerald di "Tenera è la notte", oppure all'Excelsior di Napoli, affacciato sul mare e amato da politici e artisti, o ancora, ma lontano dalla Belle èpoque europea, godere dei colori dell'autunno nella British Columbia canadese, dove ancora oggi il Fairmont Empress di Victoria offre ai suoi ospiti il tè delle cinque in lounge di stile coloniale fra piante esotiche e pantere di marmo. Oltre oceano sta per compiere cento anni anche il Plaza dell'Avana, forse l'hotel con la storia più complicata dei suoi coetanei: palazzo seicentesco del Marchese di Pinar del Río, divenne sede di un quotidiano mercantile, poi hotel – dove nel 1930 dormì anche Albert Einstein – nazionalizzato nel 1960 dopo la rivoluzione di Castro. Oggi appartiene al Gran Caribe group, che gestisce hotel a 4 e 5 stelle sull'isola e che ne ha mantenuto gli uccelli esotici nel patio e le vetrate che fanno filtrare la luce tropicale, offrendo anche last minute a 38 euro a notte. Fellini ci avrebbe sicuramente girato un altro film.

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