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Esclusività e turismo sono due termini che a volte, nel golf, possono non andare d'accordo. I resort golfistici sono fatti per essere riempiti, i circoli esclusivi sono quanto di più inaccessibile al comune golfista (per quanto ricco) si possa immaginare. Due mondi diversi, insomma: da una parte gli ormai pochi circoli d'impronta britannica, dove l'unica possibilità per un turista di giocarli è conoscere un socio e farsi invitare (e comunque non è detto che basti); dall'altra, una varietà di campi di una bellezza emozionante, dove i visitatori sono più che ben accetti e l'unico ostacolo all'ingresso al percorso può essere il prezzo del green fee. In cima alla lista della prima categoria stanno l'Augusta National Golf Club di Augusta, in Georgia (2604 Washington Rd, Augusta, GA, tel. 001-706-667-6000), The Honourable Company of Edinburgh Golfers, in Scozia (Duncur Road, Muirfield, Gullane, tel. 0044-1620-842123), e il Cypress Point Club a Pebble Beach, in California (17 Mile Drive & Portola, Pebble Beach, tel. 001-831-624-6444). Club dove le donne sono mal viste, se non addirittura bandite, e dove vige una rigida etichetta di comportamento. Come spiega Gordon Dalgleish, presidente di PerryGolf - probabilmente il tour operator golfistico più chic al mondo - «a determinare l'esclusività di un club non è tanto il prezzo della quota per entrarne a far parte, ma piuttosto il severo e spesso insormontabile esame per esservi ammesso: una trafila che si riflette specularmente sull'apertura ai visitatori esterni». Al golf trotter che ama viaggiare per il mondo con la sacca da golf al seguito però, interesserà di più sapere dove sono i campi più belli e giocabili. Eccone una selezione, fra grandi classici e novità.
Con la sacca in crociera
È la crociera l'ultima novità in fatto di vacanze golfistiche. Il tour operator PerryGolf (www.perrygolf.com, tel. 800 344 5257) propone "la quintessenza della Francia", un'esperienza enogastronomica di livello, golf e gite nella campagna dell'entroterra tra Provenza e Languedoc-Roussillon, il tutto con i tempi rilassati di un viaggio a bordo di un lussuoso barcone che scorre lentamente lungo il fiume Rodano e sul canale che collega il Rodano a Sete, fermandosi a visitare i castelli, le città, le migliori cantine di Chateauneuf-du-Pape e, naturalmente, i più bei campi da golf della regione. Le Phénicien - questo il nome dell'imbarcazione - ha posto per 18 passeggeri e viaggia tra Avignone e Aigues-Mortes, attraversando la Camargue. PerryGolf propone un tour a date fisse oppure la personalizzazione a scelta del cliente. L'itinerario prevede, in sei notti, il gioco su tre percorsi spettacolari: si inizia con il Pont Royal Golf Club, disegnato da Seve Ballesteros, che si affaccia con le sue ondulazioni sul paesino di Mallemort e richiede grande precisione per evitare enormi bunker e punitivi laghetti. Si prosegue con il Golf de Servanes, incorniciato dalla catena delle Alpilles in un panorama molto caro a Van Gogh, tra cipressi e pini che costeggiano i fairway; si chiude con La Grande Motte, un progetto del maestro Robert Trent Jones sr che ha saputo modellare, su un terreno prevalentemente piatto, un tracciato da grandi competizioni (è stato sede per diversi anni della Qualifying School per lo European Tour), habitat ideale di fenicotteri, anatre e cavalli allo stato brado. Il costo del pacchetto per i golfisti varia da 4.100 a 5.250 dollari a seconda della stagione, e comprende tutti i pasti e l'autista privato per i trasferimenti e le escursioni varie.
Il vero English-style
In aperta campagna, a 15 km dall'aeroporto londinese di Heathrow, si trova un paesino - Sunningdale - che dà il nome a uno dei club più prestigiosi d'Inghilterra. Il Sunningdale Golf Club (Ridgemount Road, Sunningdale, Berkshire, per prenotazioni tel. 0044 1344 298006, info@sunningdalegolfclub.co.uk, www.sunningdale-golfclub.co.uk) conta due percorsi da campionato, l'Old (1901) e il New (1923), che hanno segnato la storia del golf. Qui si parla ancora delle imprese del leggendario Bobby Jones - che volle riprodurre l'atmosfera e il disegno di alcune buche nel suo Augusta National, in Georgia - e più di recente di quelle di Nick Faldo e Karrie Webb, di Seve Ballesteros e di Colin Montgomerie. L'Old, disegnato dal due volte vincitore del British Open Willie Park jr, è il più blasonato dei due percorsi. Pini, querce e betulle limitano il percorso, che conta anche 103 bunker e cespugli di erica mangiapalline ai bordi delle piste. Il New è invece opera di Harry Colt, e per quanto sia generalmente considerato meno valido, rappresenta comunque un test di altissimo livello. Entrambi i campi sono aperti ai visitatori (handicap massimo 18 per gli uomini, 24 per le donne) soltanto dal lunedì al giovedì; inoltre è bene inviare una e-mail o un fax, per presentare la domanda di prenotazione del tee-time (l'orario di partenza della partita). Il prezzo del green fee è impegnativo: £ 180 (230 euro) per l'Old Course, £ 145 (185 euro) per il New, oppure £ 255 (325 euro) per entrambi. E dopo il golf, Londra con tutte le sue attrattive è a soli 45 km.
Esotismo in salsa kiwi
Pensate ai panorami della Nuova Zelanda così ben fotografati dalla regista Jane Campion nel film Lezioni di piano, e immaginatevi là, con la sacca da golf. A circa 50 minuti d'auto a nord di Wellington, sulla Kapiti Coast, si trova il Paraparaumu Beach Golf Club (376 Kapiti Road, Paraparaumu Beach, tel. 0064 4 9028200, www.paraparaumubeachgolfclub.co.nz; green fee NZ $90-€ 45, NZ $70-€ 35 se presentati da un socio). È considerato il più bel percorso neozelandese, un links - ovvero un percorso a bordo mare, dal fondo sabbioso e dalla vegetazione a cespuglio - dove il vento ha un'influenza importante, con fairway tormentati da innumerevoli mounds (montagnole), rough impenetrabili, green velocissimi e bunker piccoli e profondi. Caratteristiche tradizionali - la versione attuale del campo risale al 1949, ma la prime 9 buche furono costruite nel 1929 e le seconde 9 buche furono aggiunte nel 1937 - per un circolo moderno, che accoglie volentieri i visitatori (anche se in orari e giorni ben definiti, da controllare sul sito internet) malgrado conti quasi 900 soci. Finita la partita, per passare il tempo nei dintorni c'è l'imbarazzo della scelta: un giro nella riserva naturale di Kapiti Island, habitat del piccolo kiwi maculato, il minuscolo uccellino simbolo del Paese; tutti gli sport acquatici nel mar di Tasmania; un'immersione nella frizzante vita artistica di Wellington, capitale e centro culturale del Paese.
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