premi

E' di Ferran Adrià il primo tra i 50 Best restaurants del mondo

A Londra premiati i migliori chef secondo Restaurant magazine. Ma non c'è nessun italiano fra i primi dieci

di Fernanda Roggero



Cerimonia da Oscar, con musica, luci ed effetti speciali ieri sera a Londra nella maestosa sede della Massoneria britannica per la presentazione dei 50 Best Restaurants in the World, la classifica lanciata sette anni fa quasi per gioco dalla rivista inglese Restaurant Magazine con il sostegno di San Pellegrino e divenuta, almeno per il planetario riscontro mediatico, un degno contraltare della blasonata Michelin. Ancora delusione per il drappello degli italiani, che nemmeno questa volta riescono a entrare nell'empireo dei primi dieci. Difende le posizioni Fulvio Pierangelini, ancorato al 12 posto con il suo Gambero Rosso e parzialmente consolato dai calorosi complimenti del presidente francese Sarkozy, ormai definitivamente conquistato all'italianità. Bene il Pescatore di Canneto sull'Olio, che sale di sette gradini raggiungendo il 23 posto e l'Enoteca Pinchiorri, balzata a quota 32 (lo scorso anno era 41ma), mentre Carlo Cracco scende di una posizione (43).
Brusca caduta, invece, per il più giovane tristellato d'Italia. Le Calandre di Massimiliano Alajmo scendono infatti di venti posizioni, da 16 a 36. Combal Zero di Davide Scabin esce addirittura dalla classifica dei primi cinquanta. Fuori per un pelo Massimo Bottura, talentuoso patron della Francescana. La lobby spagnola ha funzionato a dovere. Non solo per il terzo primato consecutivo a El Bulli di Ferran Adrià (nella foto, festeggiato con grande sense of humor in un locale giapponese nel cuore di Soho dall'eterno rivale Heston Blumenthal dell'inglese Fat Duck, anche quest'anno secondo), ma per la forte rappresentanza della cucina basca. Per il resto omaggio all'americano Thomas Keller (quinto e sesto con i suoi ristoranti sulla East e West Coast) e una conferma sul podio per il francese Pierre Gagnaire, teorico della cucina molecolare.
Per fortuna c'è Gualtiero Marchesi, l'inossidabile padre nobile della cucina italiana, a tenere alte le sorti nazionali nella serata londinese. Paul Wootton, direttore di Restaurant magazine, gli ha consegnato il prestigioso premio alla carriera, che tre anni fa aveva consacrato un suo vecchio amico, altro mostro sacro della cucina internazionale, Paul Bocuse. Dita incrociate per l'anno prossimo, ma del resto cosa aspettarsi se persino il delegato alla raccolta delle segnalazioni da parte di chef, critici ed esperti gastronomi per la penisola, pur essendo italiano vive da una vita a Lione?

pagina 1 di 1



COMMENTI

inviato da: GianMaria Le Mura
25/04/2008 - h 17,05

E' bellissimo leggere quanto scritto. Adria merita questo premio, perche la sua cucina ci porta ad un nuovo modo di intenderla e farla. L'innovazione di questo secolo è Ferran Adrià. GianMaria Le Mura

INVIA UN COMMENTO


Copia il codice sotto (ricarica):

captcha

archivio notizie gallery
shopping tags

MONDO LUXURY

TOP FIVE

Le nuove Porsche Carrera
Nuova potenza per un grande classico

Kengo Kuma
Le opere di Kengo Kuma